Per affrontare i momenti difficili della tua vita ti serve uno spirito propositivo

La vita è fatta di alti e bassi. Ignorare questa verità significa rendere più complicato superare i momenti difficili che prima o poi, anche tu, ti troverai a dover affrontare.

Affrontare i momenti difficili

Ognuna ha i suoi momenti di “merda”

Il letame, da sempre considerato il concime più naturale che ci sia, arricchendo il terreno di microrganismi e impedendo la perdita degli elementi nutritivi, facilita e favorisce la buona crescita delle specie vegetali. Nonostante qualcuno possa storcere il naso all’idea che una pianta, e soprattutto un ortaggio da mangiare, si rafforzino rimanendo immersi nelle deiezioni di un altro essere vivente, è indubbio che il letame, se usato nel modo giusto, può fare un gran bel lavoro.

Pensare a questa cosa mi ha fatto venire in mente ai momenti difficili con i quali ognuno di noi, prima o poi, deve confrontarsi e che, guarda caso, siamo soliti definire proprio “situazioni di merda” (concedimi l’espressione poco raffinata!).

Sia chiaro che non condivido il pensiero di chi sostiene che siamo qui per soffrire e per redimerci da un presunto peccato originale ma credo, invece, che ogni essere umano si trovi su questo bel pianeta per creare, gioire, celebrare, imparare e godere, con equilibrio e saggezza, di tutti i doni che la Terra mette a sua disposizione. È innegabile, però, che sono spesso le situazioni disagevoli a lasciarci gli insegnamenti più importanti perché sono quelle che ci toccano più nel profondo

Momenti di crisi e avversità infatti, inutile nascondercelo, fanno parte della vita, o meglio, sono parte di quel processo di apprendimento che ci permette di evolvere e di maturare sul piano psicologico. È proprio per questo motivo che la Terra viene da molti definita un “Pianeta Scuola” grazie al quale ognuno di noi, proprio come una spirale che sale verso l’alto, ha la possibilità di raggiungere livelli di consapevolezza sempre più elevati.

È nel bel mezzo della difficoltà che si cela l’opportunità. È da sempre stato così, da Oriente a Occidente. Se non ci fossero mai difficoltà, sia a livello individuale che nazionale, tutto sarebbe una palude immobile. Pensa al mare: se non ci fossero mai mareggiate, l’acqua s’imputridirebbe. Krísis, in greco, significa “decisione”; è la “scelta”, il “momento che separa una maniera di essere diversa da altra precedente”. La krísis è il dono (all’inizio dal sapore amaro) degli dèi. Per evolverti. E chi non evolve si dissolve. Ma non amo né parlare di “crisi”, perché se ne parli l’accresci. Non amo neppure tacerla, perché tacendola ti conformizzi. Preferisco ogni giorno far emergere l’inventiva, coltivare la flessibilità, l’evoluzione e le piccole o grandi strategie, porre l’accento più sulle soluzioni che sui problemi. (dal sito https://giocodelleroe.wordpress.com)

GIANLUCA MAGI – storico delle religioni e filosofo italiano

Riconoscere i cicli personali

Come essere vivente interdipendente con l’ambiente che ti circonda, non dovresti mai dimenticare che, così come esistono i cicli della Natura, allo stesso modo esistono i tuoi cicli personali. Sarà sicuramente esperienza anche tua, ad esempio, aver sperimentato momenti in cui ti sei sentita gioiosa e poi malinconica, piena di energia e poi apatica, coraggiosa e poi insicura, creativa e poi improduttiva. Ecco perché accettare l’esistenza di questi alti e bassi della vita, e imparare a conviverci, è la cosa più saggia che puoi fare.

Per definizione, un ciclo è fatto di momenti crescenti e di momenti calanti e, quando ti trovi in un “momentaccio”, arrabbiarti o deprimerti serve a poco. Piuttosto, consapevole del fatto che ogni Inverno porta nel cuore la Primavera, puoi affrontare la situazione sapendo che anche questo passerà e che, una volta che il ciclo sarà terminato, ti troverai un passo più avanti rispetto al punto da cui sei partita. 

Il fatto è che, ogni tanto, per permetterti di progredire, la Vita ti sprona spingendoti a fronteggiare delle sfide. Proprio come una pianta che, raggiunta una certa crescita, deve essere trapiantata in un vaso più grande, anche tu periodicamente hai bisogno, per fortificarti, di un “trapianto esistenziale” in contesti di più ampio respiro. Questo travaso, chiaramente, può rappresentare per ogni persona esperienze molto diverse: chiudere con una certa relazione, affrontare una perdita, lasciar andare un progetto al quale si era molto legati, cambiare lavoro ecc. Diventa allora chiaro che, rimanere per un po’ di tempo “immersa nel letame”, rappresenta il lasciapassare per un ulteriore sviluppo di te e del tuo modo di concepire la realtà di cui si è parte.

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio… ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. (dal libro “Kafka sulla spiaggia”, Ed. Einaudi)

MURAKAMI HARUKI – scrittore giapponese
Non lasciarti “bruciare” dalla difficoltà

Osservare le cose da questa prospettiva può permetterti di affrontare le difficoltà con uno spirito più propositivo. Non è sempre facile, nessuno dice questo, tantomeno la sottoscritta. Capita, a volte, di trovarsi di fronte a situazioni oggettivamente spossanti che mettono a dura prova la nostra resistenza fisica e psicologica. L’importante, in questi frangenti, è non permettere al letame in cui affondi i tuoi piedi di “scottarti”. Come ben sa chi si dedica alla coltivazione delle piante, infatti, pur essendo un ottimo concime, il letame può anche bruciare le radici di una pianta impedendone la sopravvivenza.

Devi per questo avere ben chiaro che, a farti crescere, non è il soffrire in sé, quanto il fatto che quella sofferenza venga elaborata e poi trasformata in nuova e nutriente linfa vitale. Qualunque sia la situazione che ti sta mettendo in difficoltà e qualunque sia l’intensità dell’angoscia ad essa associata, quello che vivi va compreso nella sua pienezza e questo, inevitabilmente, passa attraverso la tua disponibilità a sentirlo fino in fondo. Il rischio, in caso contrario, è di muoverti come in un limbo in cui un dolore, al posto di essere sanato, viene reiterato ad oltranza senza possibilità di guarigione.

Perciò, stare in una situazione “di merda”, tanto per evitare inutili giri di parole, non significa sguazzarci dentro all’infinito, pena la possibilità di venire bruciata, ma implica piuttosto la disponibilità a rimanere con quello che c’è finché non sarà compiuta la tua nuova maturazione.

Psicogiardinaggio Pratico
innaffia questo seme di consapevolezza

Ogni processo implica la rottura di qualcosa. La terra deve essere frantumata per portare avanti la vita. Se il seme non muore, non c’è pianta. Il pane deriva dalla morte del grano. La vita vive di vita”. Così ha scritto lo storico delle religioni statunitense Joseph Campbell.

Concediti un po’ di tempo per riflettere sulle difficoltà che stai affrontando in questo momento in un aspetto della tua vita e chiediti:

  • Esattamente, che situazione “di merda” sto vivendo?
  • Come sto reagendo a questa situazione?
  • In passato, ho già sperimentato situazioni simili?
  • Se sì, come le ho superate?
  • Cosa può aiutarmi a non farmi “bruciare”?
  • Come posso stare con quello che c’è senza abbattermi?
  • Questa situazione difficile che tipo di crescita sta favorendo?
  • Come posso nutrire e sostenere questa crescita?
  • Quali nuove consapevolezze sto maturando?
  • Rispetto questa situazione, quali paure e resistenze stanno venendo a galla?
  • Cosa, dentro di me, ho bisogno di elaborare?
  • Ho bisogno di un aiuto per superare questa situazione?
  • Se sì, a chi posso chiederlo?
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