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Non ti senti ancora sbocciata? Forse è perché sei una donna dalla fioritura tardiva

Ogni donna fiorisce secondo i suoi tempi e i suoi modi e, al contrario di quello che ci porta a pensare il nostro contesto culturale, va benissimo così.

Donna con schiena nuda tra alberi in fiore

Non so se hai mai avuto l’impressione di non essere ancora sbocciata nella tua vita e, proprio per questo, ti senti inappagata, in ritardo rispetto la media e, erroneamente, senza le carte in regola per fare una differenza nel mondo. Se sì, c’è un’elevata probabilità che tu sia una donna dalla fioritura tardiva.

Caratteristiche della fioritura tardiva

Ti chiederai da cosa si capisce di essere una donna dalla fioritura tardiva. Diciamo che se hai raggiunto la quarantina e non ci stai ancora capendo una mazza della tua vita è probabile che tu faccia parte di questo ampio gruppo di donne (sì, perché sappi che sei in buona compagnia!).

Ho incontrato tanti anni fa questo concetto leggendo il libro Crescendo me stessa di Judith Handelsman (libro non più disponibile in italiano). Anche se allora di anni ne avevo circa 30, o forse qualcosa di meno, istintivamente mi sono detta “cacchio, anch’io sono come Judith. Sono una donna tardiva”. Oggi che di anni ne ho 44 confermo in pieno la mia sensazione di allora.

Tipicamente, le donne dalla fioritura tardiva si sentono:

  • Insoddisfatte della vita che stanno conducendo
  • Frustrate per i cambiamenti che non riescono a fare
  • Deluse di se stesse
  • Insicure rispetto le loro capacità
  • Confuse rispetto cosa sia meglio per loro
  • Inadeguate rispetto ai normali standard (quelli imposti dalla società)

Sono donne che, spesso, vengono dagli altri:

  • Derise
  • Compatite
  • Trattate con sufficienza
  • Criticate
  • Disprezzate

Se pensi che, arrivata ai 40-50 anni e spesso anche oltre, sentirti ancora bloccata dentro il tuo bocciolo sia “da sfigate” ti sbagli. Non aver ancora raggiunto la propria indipendenza economica, trovarsi ancora a vivere nella casa dei genitori, non aver ancora riconosciuto la propria vocazione, non aver ancora trovato il partner giusto o non averne mai avuto uno, solo per fare degli esempi, non sono affatto indici del fatto che sei fatta male. Significa, invece, che i tuoi tempi di maturazione sono più dilatati, non in linea con quelli che la società ha deciso, non si sa su quali basi, essere quelli “giusti”.

Spesso capita che una pianta tardi a fiorire. Tu la pianti nel terreno più adatto, la innaffi regolarmente, le fai arrivare la giusta quantità di luce, ma niente, quando arriva il suo tempo tipico di fioritura lei non fiorisce. E allora tu pensi che sia malata, che non sarà mai davvero bella, che non ti darà mai alcuna soddisfazione. Poi un giorno, però, quando ormai di lei ti sei quasi dimenticata, la vedi risplendere in un boato di petali colorati. E rimani lì incredula ad osservarla. Ecco, succede così in genere anche con le donne dalla fioritura tardiva. Fioriscono più tardi, ma quando lo fanno superano tutte le aspettative lasciando gli altri a bocca aperta.

Perché ci si sente sbagliate

Molte volte l’impressione di non avanzare nella nostra vita, di essere ferme sempre sullo stesso punto, mentre le altre donne fanno cose, raggiungono obiettivi, vivono una vita gioiosa ed appagante, è dovuto al fatto che dimentichiamo troppo facilmente due fattori:

1 – Le altre donne (e in generale tutte le persone) ci mostrano quello che vogliono della loro vita, ma cosa ci sia davvero nel “dietro le quinte” della loro esistenza non lo sappiamo. Vediamo i loro successi, ad esempio, ma non i loro fallimenti. Vediamo i loro sorrisi ma non le loro lacrime. Vediamo la loro fiducia in se stesse ma non le insicurezze da cui sono attanagliate.

2 – Un fiore può esserci e sbocciare solo se alla base ci sono radici sane e forti, e sono queste quelle che in realtà stiamo nutrendo mentre abbiamo l’illusione di essere ferme. Puntiamo la vista sul fiore che non vediamo, e la cui assenza ci fa sentire in colpa, e non riconosciamo che stiamo sviluppando le radici che però da fuori non possono essere viste e, di conseguenza, apprezzate.

È facile osservare una donna che non è più una ragazzina e scagliarle addosso vagonate di critiche perché, se non ha raggiunto determinate mete, significa allora che non si impegna abbastanza, che spreca la sua vita, che non vuole prendersi le sue responsabilità, che non riesce ad avere le idee chiare e aggiungi tu le altre critiche alla lista. Ma la nostra vita non è un gioco a tappe, è un percorso più complesso, più imprevedibile, più arzigogolato e, soprattutto, unico. Non esistono due percorsi uguali e, pertanto, non possono esistere tappe prestabilite uguali per tutte.

L’unico paragone che ha senso fare è quello con te stessa, con la te che eri prima, ad esempio la te di un anno fa. Il paragone con le altre donne, invece, è privo di senso visto che siamo tutte diverse. Un’altra donna può essere una fonte di ispirazione, questo sì, ma non un calco su cui adeguare la tua forma.

Spesso ci sentiamo sbagliate perché pensiamo di non corrispondere all’idea collettiva di come dovremmo essere. E così non ci concediamo il diritto di fiorire secondo i nostri tempi e modi.

Benefici della fioritura tardiva

Forse ti sembrerà strano, ma in realtà, se ci rifletti bene, essere una donna dalla fioritura tardiva ha i suoi vantaggi. Ad esempio:

  • Autoconoscenza: essendo più matura e con più esperienze alle spalle, conosci più a fondo te stessa e sei più esperta della vita
  • Apertura: non avendo raggiunto la piena fioritura, ti mantieni curiosa e disponibile ad imparare nuove cose
  • Resilienza: essendoti dovuta scontrare con tanti pregiudizi e insicurezze hai rinforzato la tua capacità di rialzarti dopo le batoste

Non siamo delle macchine programmate per fare le stesse cose nello stesso modo e nello stesso momento, quindi prenditi il tempo che ti serve e rimani focalizzata sul tuo percorso.

Rivendica il diritto di essere chi sei, senza pretese e senza dovrei, e la possibilità di dischiuderti un petalo alla volta nel rispetto del tuo ritmo personale.

Psicogiardinaggio Pratico
innaffia questo seme di consapevolezza

In Natura non esistono fiori tardivi, ma semplicemente fiori che sbocciano quando per loro è il momento giusto. I Bucaneve, ad esempio, lo fanno in inverno mentre i Girasoli lo fanno in estate. Non tutti, quindi, devono sbocciare in primavera per andare bene! Questi fiori non sono in ritardo nella tabella di marcia ma, più semplicemente, rispettano il loro innato tempo di fioritura.

L’americano Rich Karlgaard, editore della rivista Forbes e autore del libro Late Bloomers: the power of patience in a World obsessed with early achievement, ci dice che:

C’è una spiegazione scientifica del motivo per cui così tanti di noi fioriscono più tardi nella vita. La funzione esecutiva del nostro cervello non matura fino all’età di 25 anni, e per alcuni anche più tardi. In effetti, le capacità del nostro cervello raggiungono il picco a diverse età. Godiamo davvero di più periodi di fioritura nelle nostre vite.

Se in uno o più aspetti della tua vita sei fiorita più tardi della media o non lo hai ancora fatto, ricorda che per ognuna di noi c’è il suo tempo. Come per un fiore, anche per te sbocciare è un processo naturale che deve seguire il suo corso e la sua spinta vitale.

Inizia a riflettere sulla questione chiedendoti:

  • Perché la fioritura tardiva ha assunto un connotato negativo nella nostra cultura se esiste anche in Natura?
  • Se io sono unica, come qualsiasi altra persona, perché penso di dover fiorire nei tempi e nei modi di altri?
  • Cosa mi porta a pensare che una cosa fatta più tardi rispetto la media non vada bene o abbia meno valore?
  • Faccio le cose quando mi sento davvero pronta o accelero i tempi per assecondare le aspettative esterne?
  • Quali sono state, finora, le mie fioriture tardive?
  • Quali pregiudizi ho dovuto affrontare per le mie fioriture tardive?
  • Invidio le fioriture delle altre donne? Se sì, per quale motivo?
  • Cosa c’è dietro le mie fioriture tardive che gli altri non possono vedere? ( “mi sono aperta tardi all’amore di coppia perché non avevo un buon rapporto con il mio corpo”)
  • Quali consapevolezze mi hanno dato le mie fioriture tardive?
  • Come posso rispettare il mio modo di fiorire senza l’ansia di dover dimostrare qualcosa agli altri?

NOTA – Questo articolo (pubblicato qui in una versione arricchita) è stato originariamente condiviso con le donne iscritte alla mia newsletter nel dicembre 2021. Lo condivido oggi con te nel blog nella speranza che possa essere per te utile spunto di riflessione e fonte di incoraggiamento nel tuo viaggio di fioritura personale. Se desideri ricevere le mie email mensili direttamente nella tua casella di posta, puoi iscriverti compilando il modulo che trovi più in basso.

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