Identità di Luogo: l’influenza degli ambienti nel modellare il nostro modo di essere

Identità di Luogo: l’influenza degli ambienti nel modellare il nostro modo di essere

Identità di Luogo: l’influenza degli ambienti nel modellare il nostro modo di essere

“Chi sono?” è sicuramente una delle grandi domande esistenziali che tutti ci poniamo ma, non meno importante, anche se spesso trascurata, è “a quale luogo appartengo?”.

Identità di Luogo: l’influenza degli ambienti nel modellare il nostro modo di essere

In psicologia il concetto di Identità Personale è, possiamo dire, multisfaccettato perché connesso a diverse “identità”:

  • L’identità soggettiva che si esprime nel modo in cui ci percepiamo e ci descriviamo (è la profonda ed intima idea che abbiamo di noi stessi)
  • L’identità psicologica che si esprime nell’insieme delle nostre caratteristiche psichiche e delle nostre modalità comportamentali (si tratta della nostra personalità)
  • L’identità somatica che si esprimere nell’aspetto del nostro corpo, nella nostra voce, nella nostra mimica, nel nostro modo di muoverci
  • L’identità oggettiva che si esprime nel modo in cui siamo riconoscibili e inconfondibili agli occhi degli altri
  • L’identità sociale che si esprime nel ruolo che adottiamo all’interno di un particolare contesto sociale

Come ti ho già raccontato in un altro articolo, a questo elenco va aggiunta l’Identità Ecologica e, come ti descriverò meglio adesso, anche l’Identità di Luogo, ossia la parte della nostra identità legata agli ambienti, sia naturali che costruiti, che abbiamo frequentato e che frequentiamo.

Harold M.Proshansky, lo psicologo ambientale statunitense che ha introdotto questo concetto negli anni settanta, l’ha definita come “una parte unica dell’identità di sé che rimanda a quelle dimensioni del Sè che definiscono l’identità personale dell’individuo in relazione all’ambiente fisico attraverso un complesso sistema di idee, credenze, preferenze, sentimenti, valori e mete consapevoli e inconsapevoli, unite alle tendenze comportamentali e alle abilità rilevanti per tale ambiente”.

Rappresenta, quindi, quell’insieme di caratteristiche individuali che risentono fortemente dell’influenza dell’ambiente, sulla base naturalmente delle esperienze in esso vissute, e che contribuiscono a definire la modalità con la quale ognuno di noi compie azioni e si relaziona al mondo.

“In quella casa nascemmo noi quattro; in quella casa morì mia nonna; e mia madre; mio padre; in quella casa Stella si fidanzò con Jack Hills per morire essa pure due porte più in là dopo tre mesi di matrimonio. Quando ripenso a quella casa essa mi appare così affollata di scene di vita familiare, grottesche, comiche, tragiche; così piena delle emozioni violente della giovinezza, ribellione, disperazione, felicità inebriante, noia infinita; di ricevimenti per gente famosa e gente insignificante; e poi di collere, George e Gerald; di scene d’amore con Jack Hills; di affetto ardente per mio padre e a tratti di ardente odio per lui, e tutto così vivo e vibrante in un’atmosfera di giovanile smarrimento e curiosità che mi manca il respiro a ricordare”.
VIRGINIA WOOLF – scrittrice inglese

(dal libro Momenti di essere. Scritti autobiografici, Ed. La Tartaruga)

Secondo Proshansky l’Identità di Luogo ha delle funzioni ben specifiche:

  • Funzione di riconoscimento: sulla base della nostra esperienza di un certo luogo possiamo valutare se è sicuro, confortevole e compatibile con il nostro modo di essere oppure no.
  • Funzione di significato: sulla base del nostro vissuto possiamo capire l’utilità, lo scopo e il valore di un luogo.
  • Funzione di espressione: sulla base della comprensione di quanto un luogo sia compatibile con le nostre caratteristiche e preferenze, possiamo agire su di esso per personalizzarlo.
  • Funzione di mediazione: sulla base della capacità di avere un controllo sul luogo, possiamo mantenere il nostro equilibrio nonostante i cambiamenti che il luogo può subire.
  • Funzione di difesa: sulla base della conoscenza diretta di un luogo, possiamo gestire possibili situazioni ansiogene o problematiche perché già sperimentate grazie all’interazione con il luogo

I luoghi, quindi, influenzano il nostro mondo emotivo, relazionale, comportamentale, e l’Identità di Luogo fornisce una spiegazione del perché in ambienti diversi, sperimentando sensazioni, emozioni e pensieri differenti, mettiamo in atto azioni diverse.

Visto il ruolo che l’Identità di Luogo riveste nella formazione della nostra identità personale, risulta evidente l’importanza del legame emotivo che attribuiamo ai diversi luoghi che frequentiamo che, nello specifico, viene chiamato Attaccamento ai Luoghi. Con questa espressione si intende, proprio come l’attaccamento che si sperimenta da bambini con le figure adulte di riferimento, il legame che si instaura con i luoghi, uno su tutti quello dell’infanzia. Con i luoghi nei quali si sono vissute esperienze molto intense (la casa dei nonni, un particolare luogo delle vacanze, il quartiere in cui siamo cresciuti, la città in cui abbiamo vissuto durante gli studi universitari ecc.), quindi, si possono instaurare legami affettivi molto forti.

Secondo la psicologa dello sviluppo Tilde Giani Gallino, autrice del libro “Luoghi di attaccamento” (Ed. Raffaello Cortina), il legame affettivo ai luoghi può assumere forme diverse:

  • Emotivo famigliare nel caso di un luogo legato all’infanzia e al contesto famigliare
  • Estetica nel caso di un luogo che attrae per le sue caratteristiche estetiche
  • Funzionale nel caso di un luogo che permette di poter lavorare o studiare
  • Socio-emotiva nel caso di un luogo in cui si socializza
  • Cognitivo-culturale nel caso di un luogo immaginario o importante a livello culturale come, ad esempio, un teatro

È interessante notare, poi, che spesso veniamo “chiamati” dai luoghi che maggiormente risuonano con il nostro modo di essere. Chi preferisce la montagna, ad esempio, tende ad essere una persona più riflessiva ed introspettiva rispetto a chi sceglie il mare. Non è una regola, naturalmente, ma è come se il luogo più in sintonia con la nostra personalità toccasse in noi corde profonde che in sua presenza iniziano a vibrare.

Dentro ognuno di noi esiste, insomma,  una vera e propria “geografia dell’anima” popolata da luoghi diversi che, simbolicamente, rimandano a diversi significati (si chiama Significato del Luogo l’attribuzione di significati simbolici ad un luogo). Alcuni, certo, popolano il nostro immaginario più di altri come, ad esempio, il Bosco, il cui attraversamento richiama l’iniziazione profonda oppure il Mare, i cui abissi richiamano le nostre zone d’ombra.

Se ci fai caso, spesso usiamo espressioni paesaggistiche per descrivere certi momenti della nostra vita come, ad esempio, “ho l’impressione di sprofondare in una palude” se ci sentiamo in difficoltà, oppure “finalmente mi sento uscire dalle sabbie mobili” se viviamo un momento propositivo. Questo avviene perché queste espressioni riescono a descrivere l’intensità e la profondità della nostra esperienza con maggiore efficacia rispetto al fatto di farlo attraverso un semplice elenco logico delle circostanze che stiamo vivendo. Il linguaggio metaforico, infatti, essendo la modalità di comunicazione del nostro inconscio, ci offre la possibilità di accedere a dimensioni molto profonde di noi stessi e, di conseguenza, di comprendere con maggiore lucidità e chiarezza le nostre esperienze e le nostre reazioni.

Inutile sottolineare, poi, che i luoghi della nostra infanzia e giovinezza si sono profondamente innestati nella nostra memoria psichica. Rivisitare da adulti luoghi che, da bambini, ci hanno dato gioia è un ottimo modo per contribuire a ripristinare un maggiore senso di equilibrio personale. Possiamo chiamarli “paesaggi curativi”, ambienti a cui rivolgerci ogni volta che sentiamo il bisogno di trovare consolazione e benessere.

Ma da dove iniziare per vivere al meglio i luoghi in cui siamo immersi? Semplicemente dall’imparare a conoscerli sviluppando, così, un Senso del Luogo, ossia la propria personale percezione. Spesso, infatti, viviamo anni in un luogo senza conoscere davvero le sue peculiarità, la sua storia, le sue trasformazioni, sia naturali che legate all’opera umana, i suoi abitanti selvatici, le sue tradizioni culturali.

“Persone diverse percepiscono la stessa città o quartiere in modi diversi. Mentre una persona, ad esempio, può apprezzarne gli aspetti ecologici e sociali, un’altra può sperimentare un’ingiustizia ambientale e razziale. Un luogo può anche evocare emozioni contraddittorie: il calore della comunità e della casa contrapposte allo stress della densa vita urbana. Il senso del luogo – il modo in cui percepiamo i luoghi come strade, comunità, città o ecoregioni – influenza il nostro benessere, il modo in cui descriviamo e interagiamo con un luogo, ciò che apprezziamo in un luogo, il nostro rispetto per gli ecosistemi e le altre specie, come percepiamo le convenienze di un luogo, il nostro desiderio di costruire comunità urbane più sostenibili e giuste, come scegliamo di migliorare le città. Il nostro senso del luogo riflette anche la nostra conoscenza storica ed esperienziale di un luogo e ci aiuta ad immaginare il suo futuro più sostenibile”.
 (dall’articolo Sense of Place, www.thenatureofcities.com)

I luoghi parlano e, se ci mettiamo in ascolto, hanno molto da raccontarci. Per gli antichi, non a caso, ogni luogo era abitato da uno spirito guardiano, il Genius Loci, che bisognava rispettare, conoscere e a cui ci si doveva rivolgere per avere il permesso di attraversare il luogo che custodiva. James Hillman, fiolosofo ed analista junghiano statunitense, nel saggio L’Anima dei Luoghi (Ed. Rizzoli) ci invita proprio alla riscoperta della natura segreta che abita ogni luogo la cui anima, dice, è strettamente connessa all’anima del mondo e a quella di ognuno di noi. I luoghi, dice Hillman, hanno perso la loro anima perché noi abbiamo iniziato a concepirli semplicemente come degli spazi da misurare ed occupare togliendo loro, così, la loro specificità.

Ecco quindi che vivere al meglio un luogo significa anche relazionarsi ad esso sia come interlocutore, capace di veicolare, oltre a caratteristiche geografiche e territoriali, significati e qualità simboliche, sia come maestro di vita capace di impartire lezioni e di fungere da stimolo ad una maggiore comprensione di sé.

Naturalmente ci sono luoghi che possono anche turbarci perché, magari, in essi abbiamo vissuto esperienze spiacevoli o traumatiche. E così, ad esempio, una persona può sentirsi fortemente turbata nel passeggiare nel bosco dove da bambina si è persa o rimettere piede nella scuola dove ha subito atti di bullismo.

Ma un luogo, naturalmente, può creare turbamento anche perché lo possiamo associare ad un ambiente simile che una volta faceva parte della nostra vita ma che, poi, abbiamo perso a causa di negativi cambiamenti ambientali come, ad esempio, l’inquinamento, l’urbanizzazione incontrollata o la deforestazione. È un po’ come quando, dopo la morte di un cane a cui eravamo profondamente legati, rifiutiamo di venire a contatto con altri cani per il timore di affezionarci e rischiare di soffrire nuovamente.

I luoghi simili al luogo perduto, così, diventano fastidiosi perché ricordano l’assenza dolorosa e suscitano un peso al cuore scatenato dal rievocare quel forte sentimento d’amore per un luogo (sentimento propriamente detto topofilia) che non c’è più o che, pur esistendo ancora, non ha più le caratteristiche che si amavano.

In questi casi bisognerebbe, prima di tutto, capire perché un certo luogo ci turba e, nel caso lo faccia suscitando gravi reazioni come, ad esempio, attacchi di panico, farsi aiutare da un professionista soprattutto se si tratta di un luogo che, per qualche motivo, è necessario comunque frequentare.

Da quanto fin qui detto, mi auguro che ti sia chiaro che se il concetto di Identità Personale si collega alla domanda “Chi sono?”, quello di Identità di Luogo richiama la domanda “Dove sono?” e, in modo più differenziato, anche “Da dove vengo?” e “A quale luogo appartengo?”.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Fermati a riflettere sui luoghi che hanno per te una particolare rilevanza e su come hanno contribuito a dare forma alla persona che sei adesso. Puoi iniziare chiedendoti:

  • Come mi hanno “modellato”, finora, gli ambienti (naturali e costruiti) che ho frequentato?
  • Quali sono i luoghi del mio cuore e per quale motivo?
  • Perché sento di appartenere a certi luoghi e non ad altri?
  • Ci sono luoghi che mi suscitano particolari impressioni sgradevoli?
  • Se sì, per quale motivo?
Identità di Luogo: l’influenza degli ambienti nel modellare il nostro modo di essere ultima modifica: 2019-10-07T09:42:30+02:00 da pameladalisa