Il proprio Paesaggio Esistenziale ha bisogno di una mappa di orientamento

Il proprio Paesaggio Esistenziale ha bisogno di una mappa di orientamento

Il proprio Paesaggio Esistenziale ha bisogno di una mappa di orientamento

Per poter capire cosa è davvero sostenibile sul piano personale, è necessario individuare quali sono i veri bisogni che abbiamo nei diversi aspetti che costituiscono il nostro paesaggio esistenziale.

Il proprio Paesaggio Esistenziale ha bisogno di una mappa di orientamento

Immagina un paesaggio immenso. È unico al mondo ed è caratterizzato da diversi ambienti, tutti importanti e speciali. Questo paesaggio, di cui sei l’unico proprietario, è la tua esistenza e i suoi ambienti sono i diversi aspetti di cui si compone.

La tua vita, naturalmente, non è suddivisa in compartimenti stagni ma è un tutt’uno omogeneo. La suddividiamo in aspetti solo per comodità di analisi, ma questi aspetti si influenzano a vicenda e, pertanto, quello che succede in uno ha un impatto anche sugli altri.

Ma quali sono gli aspetti del tuo Paesaggio Esistenziale? Io invito a considerarne quattordici e, più precisamente (tieni presente che sono tutti significativi perciò l’ordine con cui te li descrivo è casuale):

Benessere fisico

Non c’è nessuno al mondo che ti sia fedele quanto il tuo corpo senza il quale, non dimenticarlo mai, non potresti fare nulla. Proprio per questo, impegnarti a fare tutto quello che è in tuo potere per favorire la sua salute è qualcosa che gli devi. Oggi purtroppo, in una quotidianità in cui siamo sempre sopraffatti da impegni e difficoltà di ogni genere, tendiamo facilmente a dimenticarci del benessere del nostro corpo e ad essere poco attenti ai molti segnali che ci invia per farci capire che sta risentendo della nostra trascuratezza. Ma un’inversione di rotta è sempre possibile!

Nel valutare il tuo benessere fisico, puoi considerare ad esempio:

  • Il livello di vitalità
  • La presenza di disturbi
  • L’(ab)uso di farmaci
  • La qualità del sonno
  • Le abitudini alimentari
  • L’attività fisica
  • La cura dell’aspetto estetico

Benessere psicologico

In generale, per benessere psicologico si intende quella condizione di equilibrio tra la persona, con i suoi bisogni e le sue risorse, e l’ambiente in cui vive. Secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è quello stato nel quale “l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne e ai conflitti interni”. Si può dire, allora, che ti trovi in uno stato di benessere psicologico quando stai bene con te stesso, ti riconosci in ciò che fai, consideri i tuoi comportamenti adeguati agli eventi con cui ti confronti, sei in grado di affrontare con atteggiamento propositivo i momenti di difficoltà.

Nel valutare il tuo benessere psicologico, puoi considerare ad esempio:

Legami famigliari

Non è inusuale che nel contesto del proprio nucleo famigliare, sia quello di “origine” (genitori, fratelli/sorelle, parenti stretti) che quello “acquisito” (partner, figli, parenti acquisiti), si creino disarmonie, conflitti, interazioni poco funzionali. Ma la famiglia è una base di appoggio molto importante e, proprio per questo, interrogarsi sulle dinamiche che si sono create al suo interno e che manteniamo nel tempo è importante per favorire un’adeguata armonia.

Nel valutare i tuoi legami famigliari, puoi considerare ad esempio:

  • Il livello di serenità dell’ambiente famigliare
  • La qualità dei rapporti con i diversi membri
  • La qualità del tempo passato con i famigliari
  • I conflitti irrisolti
  • Il livello di rispetto reciproco

Rapporto di coppia

Nei rapporti sentimentali non cerchiamo tutti la stessa cosa né, tantomeno, esprimiamo l’amore tutti nello stesso modo. La paura di restare soli, però, spesso ci spinge a scegliere un partner che, pur non corrispondendo esattamente al tipo di persona con cui vorremmo portare avanti un progetto di vita, ci facciamo andare bene perché “qualcuno è meglio di nessuno”. Sia chiaro che, rispetto al partner ideale, non mi riferisco all’infantile visione del “principe azzurro”, quella persona talmente idealizzata e romanzata da poter vivere solo nella nostra mente. Tuttavia, sia che tu abbia già un partner o che tu lo stia cercando, è importante chiarire a te stesso quali ritieni essere gli aspetti indispensabili di una relazione di coppia soddisfacente e di un compagno di vita, e cosa ti fa sentire davvero amato.

Nel valutare il tuo rapporto di coppia, puoi considerare ad esempio:

  • La qualità dei sentimenti
  • La qualità della comunicazione
  • La qualità della convivenza
  • La qualità dell’intesa sessuale
  • Il livello di fiducia

Lavoro

Come ci ricorda l’analista junghiana inglese Liz Green, fondatrice dell’astrologia psicologica, “nessun lavoro è perfetto e ognuno di noi deve scendere a compromessi. Ciò che conta è che quello che facciamo ci metta in relazione con qualcosa di speciale dentro di noi, qualcosa che ci faccia sentire utili e ci spinga ad offrire il meglio di noi stessi alla vita”. Il lavoro, quindi, non è solo quell’attività che ci permette di arrivare a fine mese, ma anche possibilità di espressione delle nostre potenzialità. Naturalmente, va benissimo accettare qualsiasi lavoro (purché dignitoso e non lesivo dei diritti del lavoratore) per fare fronte a scadenze come, ad esempio, le rate del mutuo, o a responsabilità come, ad esempio, dare da mangiare ai figli, ma visto che spesso il lavoro è un aspetto su cui investiamo molte ore delle nostre giornate, interrogarsi seriamente su quello che vogliamo è vitale per mettere a frutto nel miglior modo possibile le nostre risorse personali.

Nel valutare il tuo lavoro, puoi considerare ad esempio:

  • La posizione occupata
  • Il grado di responsabilità
  • La possibilità di carriera
  • Le mansioni svolte
  • I rapporto con i colleghi
  • Il livello di stress
  • La retribuzione
  • Il livello di soddisfazione

Finanze

Il denaro, in sé, non ha nulla di sbagliato o di “diabolico” e, ancora oggi, sono molte le credenze limitanti che abbiamo rispetto quello che è, semplicemente, un mezzo. Almeno che tu non possa vivere di rendita, molto probabilmente dovrai guadagnarti da vivere per poter pagare affitto e bollette, acquistare alimenti e farmaci e, in generale, tutto ciò di cui hai bisogno per vivere decorosamente. Con il denaro, quindi, devi relazionarti e hai bisogno di farlo in modo equilibrato. Quello che è importante ricordare sempre è che il denaro non è un fine in sé, ma uno strumento da usare per quello di cui abbiamo davvero bisogno e per poter fare esperienze che ci arricchiscono.

Nel valutare le tue finanze (sia in “entrata” che in “uscita”), puoi considerare ad esempio:

  • Il rapporto con il denaro
  • La capacità di amministrarlo
  • La possibilità di soddisfare le tue necessità
  • I risparmi
  • I guadagni
  • Le spese
  • I debiti
  • Gli investimenti

Vita sociale

Siamo animali sociali, lo sappiamo, e dei buoni rapporti interpersonali sono essenziali per sentire di vivere una vita piena ed appagante. Spesso la nostra vita sociale ci sembra carente perché, magari senza rendercene nemmeno conto, non ne abbiamo fatto una priorità preferendo impegni legati al lavoro, alla famiglia o al nostro rapporto sentimentale. Aprirsi al mondo e alle nuove conoscenze, però, naturalmente nel pieno rispetto del proprio modo di essere, è importante per dare forma ad una solida rete sociale sulla quale contare anche, e soprattutto, nei momenti di difficoltà. Più che la quantità delle relazioni, però, vale la qualità e la disponibilità da parte tua a mostrarti per quello che sei realmente e, inoltre, ad impegnarti con costanza nella cura di questi rapporti proprio come si fa con una pianta.

Nel valutare la tua vita sociale, puoi considerare ad esempio:

  • La qualità delle tue amicizie
  • La tua apertura a nuovi incontri
  • Le attività extralavorative
  • Le attività di volontariato
  • La partecipazione a circoli/club

Tempo libero

Al di là di quello che facciamo insieme agli altri per svagarci, ognuno di noi dovrebbe ritagliarsi un lasso di tempo da utilizzare soltanto per ciò che ama, uno spazio personale in cui sono banditi sensi di colpa e doveri, e in cui l’unica responsabilità è nei confronti di noi stessi, di quello che ci dona gioia, ci rilassa, ci infonde piacere, ci fa sentire creativi. Non deve trattarsi di un tempo in cui fare per forza qualcosa di particolare, ma deve essere un tempo solo nostro, un momento possibilmente quotidiano libero da ogni forma di interferenza, esterna (es. persone) ed interna (ad es. pensieri), da difendere a tutti i costi.

Nel valutare il tuo tempo libero, puoi considerare ad esempio:

  • I tuoi passatempi
  • Le attività che ti appassionano
  • I momenti di pausa
  • L’espressione del tuo estro creativo

Crescita interiore

Se c’è uno scopo che accomuna tutti gli esseri umani, questo è quello di maturare sul piano psicologico e crescere come persone. Concordo sul fatto che la parola “crescita”, in questo contesto, può essere ingannevole perché, erroneamente, può far pensare all’idea di dover diventare qualcosa di più e di diverso. In realtà, la crescita interiore, processo che ci tiene impegnati per tutta la vita, fa riferimento alla possibilità di avvicinarsi sempre più a chi siamo realmente, al di là quindi di tutte quelle “impalcature mentali” che nel tempo ci siamo creati e che, proprio come gli strati esterni di una cipolla, nascondono il cuore della nostra essenza. Si tratta di un processo, chiaramente, che richiede attenzione, cura ed impegno.

Nel valutare la tua crescita interiore, puoi considerare ad esempio:

Spiritualità

Al di là della definizione che vuoi dare al termine spiritualità, si tratta di una dimensione molto intima e soggettiva relativa al rapporto che intrattieni con il Divino, comunque tu te lo voglia rappresentare, che non ha nulla a che fare con regole, dogmi e rituali stabiliti dall’uomo quanto, piuttosto, con le proprie motivazioni più profonde, i propri valori etici, il senso che si dà all’esistenza e alle proprie esperienze di vita, la propria crescita evolutiva, la comprensione del proprio posto nel Cosmo. Per coltivare il tuo anelito spirituale, come scrive la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross, “non occorre che andiate da un guru, o in India, o che seguiate un corso di meditazione trascendentale. Non dovete far altro che imparare a mettervi in contatto con il vostro sé, il che non costa una lira”.

Nel valutare la tua spiritualità, puoi considerare ad esempio:

  • La ricerca di consapevolezza spirituale
  • Le pratiche contemplative
  • La capacità di portare il sacro nel quotidiano
  • La messa in atto di cerimonie personali

Benessere materiale

Possedere delle cose non è un peccato, anzi è di fatto uno dei doni della vita terrena. Proprio per questo anche i beni materiali, quando davvero rispecchiano chi sei invece di essere acquistati solo per moda o perché sono degli status symbol, possono essere fonte di benessere. Indossare un maglione che ti fa sentire coccolato, bere il caffè nella tua tazza preferita, sederti nella poltrona che ti aiuta a rilassarti, queste sono piccole gioie quotidiane a cui non dovresti rinunciare. Quello che conta è non eccedere circondandoti di cose di cui, a conti fatti, non hai bisogno intasando la tua casa di oggetti che ti rubano spazio ed energia.

Nel valutare il tuo benessere materiale, puoi considerare ad esempio:

  • Gli arredamenti della tua casa
  • Il tuo guardaroba
  • I tuoi mezzi di trasporto
  • I tuoi dispositivi come computer, smartphone

Ambienti di vita

L’ambiente influisce notevolmente, molto più di quanto credi, sul tuo umore, sulle tue prestazioni e sulle tue relazioni. Proprio per questo è un aspetto della tua vita che non andrebbe trascurato, sia in riferimento agli ambienti “privati” come, ad esempio, la tua casa, che agli ambienti “pubblici” come, ad esempio, la palestra. Certo, è fuori discussione che nel caso degli ambienti pubblici non abbiamo possibilità di intervento, ma puoi comunque scegliere se frequentarli oppure no tranne qualche eccezione come nel caso di luogo di lavoro (se lavori come dipendente).

Nel valutare i tuoi ambienti di vita, puoi considerare ad esempio:

  • I colori
  • Le forme
  • Gli odori
  • I suoni
  • La distribuzione degli spazi
  • Il livello di ospitalità
  • L’atmosfera che si respira

Connessione alla Natura

Fin dall’inizio dei tempi vivere in armonia con i ritmi e i cicli della Natura ha fatto parte dell’esperienza umana. Oggi, purtroppo, il nostro stile di vita “moderno” ci ha allontanato da questa propensione innescando, non a caso, altissimi livelli di stress. Proprio per questo, considerare questo aspetto della tua vita, e lavorare per portarlo in equilibrio, può favorire un incremento del tuo senso di benessere psicofisico.

Nel valutare la tua connessione alla Natura, puoi considerare ad esempio:

Custodia della Terra

La Terra è casa nostra, certo, solo che si tratta di una casa in affitto e non di proprietà. Noi qui siamo ospiti, degli inquilini che dovrebbero tenere curata la casa nella quale viene loro concessa la possibilità di vivere. In riferimento a questo aspetto puoi considerare, in generale, tutto quello che fai per favorire la diffusione di bellezza, rispetto, consapevolezza e benessere (umano e non umano).

Nel valutare la tua custodia della Terra (come contributo sia personale che collettivo), puoi considerare ad esempio:

  • Il riciclo dei rifiuti
  • L’uso consapevole di acqua ed elettricità
  • L’acquisto di prodotti a Km zero
  • L’uso di prodotti per l’igiene biocompatibili
  • L’uso moderato di mezzi di trasporto inquinanti
  • La partecipazione ad associazioni ambientaliste
  • L’ideazione di progetti solidali

Per poter davvero vivere in modo sostenibile sul piano personale, capire quali sono i tuoi veri bisogni e qual è il tipo di vita che vuoi vivere è di vitale importanza. Certo, ci viene detto che con la Vita dobbiamo fluire, ed è vero, ma questo non significa non avere una direzione. Infatti, nel tentativo di restare aperto a qualsiasi possibilità, il rischio che puoi correre è quello di disperdere inutilmente molta della tua energia che, invece, potrebbe essere canalizzata costruttivamente verso mete più precise.

“Nella vita, come nel giardinaggio, abbiamo bisogno di sapere quale direzione vogliamo seguire: questo ci permette di condurre un’esistenza più profonda e meno frenetica, nella quale non siamo continuamente sbattuti di qua e di là. Avere una meta è un potente antidoto alla spossatezza che deriva dall’avere un ventaglio troppo ampio di vie da seguire”.
GERI LARKIN – scrittrice ed insegnante buddista americana

(dal libro Il giardino che è la nostra vita, Ed. Ponte alle Grazie)

Ho parlato di bisogni e non di desideri perché tendiamo, spesso, a confonderli. Il bisogno indica la mancanza di qualcosa che è indispensabile mentre i desideri, profondamente influenzati dai diversi condizionamenti a cui siamo soggetti, possono essere capricciosi e passeggeri. Non è un caso che, etimologicamente, desiderio significa “mancanza di stelle” e quindi, per estensione, mancanza di direzione.

Molto di ciò che bramiamo, infatti, anche se a noi al momento può sembrare la cosa più importante del mondo, di frequente non è realmente in linea con le nostre più profonde esigenze. Ti è mai capitato, ad esempio, di desiderare intensamente qualcosa e, una volta ottenuta, di non provare chissà quale senso di soddisfazione? Se sì, allora sai di cosa parlo.

 “Oggi tendiamo a credere che qualcosa, per il solo fatto che ci piace, che lo desideriamo ardentemente e per il fatto che non averlo ci fa soffrire, diventi per noi automaticamente un bisogno. Nel nostro mondo di oggi e nel nostro attuale modo di pensare, il desiderio tende a diventare e confondersi con il bisogno. […] Soltanto la saggezza può guidarci verso ciò che sono davvero i nostri bisogni, ciò che è necessario per la nostra vita, salute e felicità, senza subire il potere delle frecce del desiderio incontrollato. Serve certamente saggezza per ascoltare la voce dei nostri bisogni nella profondità di noi stessi e serve molta saggezza per dare ascolto alla saggezza negli altri quando siamo già adulti. Ma serve ancora più saggezza per mettere in pratica questi saggi consigli e dirigere il nostro desiderio verso ciò che è per noi un vero bisogno”.
GIANLUCA LISI – formatore e consulente di marketing

(dall’articolo Facciamo la pace tra desideri e bisogni, www.casadivita.it)

 Definire la mappa del tuo Paesaggio Esistenziale significa, allora, entrare in profonda connessione con chi sei e con quello di cui hai davvero bisogno per vivere bene ogni aspetto della tua vita, al di là di quello che ti racconta la pubblicità, le persone che ti gravitano attorno, gli stereotipi sociali. Lo scopo, quindi, non è spingerti a soddisfare tutti in una volta i tuoi bisogni quanto, piuttosto, farti cogliere la direzione verso cui muoverti ed individuare le coordinate a cui fare riferimento.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Munisciti di carta, penna, colori e prenditi un po’ di tempo per riflettere con calma sui diversi aspetti della tua vita. Non avere fretta nel fare questo lavoro, sicuramente ti ci vorranno più giorni. Quello che devi fare è delineare la mappa del tuo Paesaggio Esistenziale e, per aiutarti, considera per ogni singolo aspetto queste domande:

  • Realtà attuale: Com’è caratterizzato, attualmente, questo aspetto della mia vita?
  • Realtà desiderata: Come vorrei che fosse caratterizzato questo aspetto della mia vita? Di cosa sento di avere veramente bisogno in questo aspetto? Come voglio sentirmi in questo aspetto della mia vita?
  • Azioni di trasformazione: Cosa devo fare per portare questo aspetto della mia vita dalla realtà attuale a quella desiderata?

Naturalmente, se tra gli aspetti che ti ho proposto ce ne sono alcuni che non ti risuonano tralasciali pure o, viceversa, aggiungine di nuovi se ritieni che io ne abbia trascurati di importanti. Se preferisci puoi anche mettere insieme alcuni aspetti. Ad esempio, invece di considerare separati “benessere psicologico” e “crescita interiore”, puoi unirli in un unico aspetto. Vedi tu come vai meglio nel tuo processo di analisi.

Quello che conta è che tu ti prenda il tempo di delineare una visione chiara dei veri bisogni che hai nei diversi aspetti della tua vita in modo da poter poi stabilire, man mano che procedi, le tue priorità con maggiore senso di direzione e chiarezza.

Il proprio Paesaggio Esistenziale ha bisogno di una mappa di orientamento ultima modifica: 2019-06-10T09:32:50+02:00 da pameladalisa