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Una prematura pianificazione del nuovo anno può compromettere la riuscita del tuo piano di coltivazione personale

L’inizio del nuovo anno coincide con la fase iniziale dell’inverno, la stagione che chiude il ciclo stagionale, e non tenere in considerazione questo fatto significa rischiare di agire in dissonanza con il tuo tempismo interiore.

Pianificazione del nuovo anno

Il punto debole dei buoni propositi

Propositi da stabilire, piani da programmare, progetti da far partire. Iniziato un nuovo anno non si parla d’altro. C’è la corsa a stilare l’elenco dei buoni propositi che, il più delle volte, già dopo qualche settimana si sono persi per strada.

Ti sei mai chiesta perché succede? C’è chi parla di mancanza di motivazione, di forza di volontà, di focus. Può anche essere, ma a me sembra che una causa profonda vada ricercata nella mancanza di tempismo.

È vero, appena scatta il primo gennaio siamo in un nuovo anno. Tuttavia, se osservi la questione dal punto di vista del ciclo stagionale, puoi renderti facilmente conto che quando il calendario indica il primo gennaio è solo da una decina di giorni che è iniziato l’Inverno, la stagione del riposo e della riflessione (l’inizio ufficiale, infatti, è con il Solstizio d’Inverno che cade il 21/22 di dicembre).

Lo so, gli impegni lavorativi, scolastici e famigliari non aspettano nessuno né, tantomeno, si adattano ai tempi stagionali, tuttavia credo sia importante tenere bene e mente che tendiamo a far partire i nostri buoni propositi in un momento in cui stanno ancora sonnecchiando e l’energia del nostro organismo non è ancora pronta per spingerli al di sopra del terreno.

Nel mese di gennaio il contadino se ne sta al calduccio in casa a progettare il nuovo ciclo di coltivazione per i suoi campi a cui si dedicherà con l’arrivo della stagione primaverile. Nel frattempo lascia che il freddo porti avanti il suo compito di disinfettare la terra e di sgretolarla per bene. Il contadino, insomma, sa che questo non è ancora il tempo di innaffiare, sarchiare, concimare.

Con questo, naturalmente, non sto dicendo che fino all’arrivo della Primavera non devi fare nulla ma, piuttosto, che non serve farti già travolgere dalla frenesia della produttività a tutti i costi. La scrittrice statunitense Waverly Fitzgerald, ad esempio, dedica alla pianificazione del suo nuovo anno tutto il mese di gennaio facendosi guidare dalla metafora stagionale per assicurarsi di mantenere il giusto equilibrio tra progetti già attivi e nuovi, tra lavoro interiore ed esteriore.

Consigli per una buona pianificazione

Ora, in merito alla pianificazione del nuovo anno ci sono suggerimenti a valanga. Tra i più gettonati quello di trovare la propria parola guida e quello di creare la propria ruota dell’anno usando le carte. Alicia Forest invece, una business strategist statunitense, consiglia di trovare un tema per il proprio anno e poi di identificare quattro obiettivi da raggiungere, da lei chiamati i pilastri dell’anno, uno per trimestre. Ragionando in modo stagionale, si possono associare i quattro obiettivi alle stagioni oppure associare ad ogni stagione un tema diverso (tenendo presente, però, che temi ed obiettivi non sono la stessa cosa).

Tu devi semplicemente trovare il sistema che funziona bene per te avendo però chiari alcuni principi:

  • Il troppo stroppia anche per gli obiettivi. Quindi segui il principio “pochi ma buoni”
  • Sognare è bello, ma poi i piedi vanno riportati a terra. Quindi segui il principio “sii realista”
  • Un desiderio non è un progetto. Quindi segui il principio “delinea i passi pratici da compiere”
  • Un piano d’azione non è inciso su pietra. Quindi segui il principio “resta flessibile”

Lo so, tu ti starai comunque chiedendo: sì ok, ma da dove cavolo inizio?

Inizia dal tuo Paesaggio Esistenziale caratterizzato da diversi ambienti, ovvero i diversi ambiti da cui è composta la tua vita. Qui te ne propongo una panoramica:

Aspetti del paesaggio esistenziale

Per ogni ambito di vita stabilisci di cosa hai davvero bisogno (distinguendo tra bisogni veri e indotti dai condizionamenti esterni), la motivazione profonda che ti spinge a soddisfare quel bisogno, come vuoi sentirti in quell’ambito, i passi pratici da compiere per soddisfare il bisogno (considerando anche gli ostacoli, esterni ed interni, che potrai dover fronteggiare).

È chiaro, però, che una volta individuati i vari bisogni dei diversi aspetti della tua vita dovrai definire delle priorità. Non è possibile, infatti, affermare che tutti gli aspetti sono prioritari perché, per definizione, stabilire una priorità significa definire una gerarchia d’importanza. Se tutto è prioritario, allora nulla lo è davvero.

Tutti gli aspetti della tua vita sono importanti, naturalmente, ma tu puoi riconoscere che in questo momento hai bisogno di focalizzare la tua energia psicofisica su alcuni di loro. Questi aspetti, tra l’altro, sono un tutt’uno e, pertanto, il bene che porti ad alcuni influenzerà positivamente anche gli altri.

Rispetta la fase invernale della progettazione

Questo lavoro di progettazione, però, va fatto tenendo presente, come ti ho detto all’inizio dell’articolo, che la stagione del riposo e della riflessione è iniziata da poco e, pertanto, non dovresti accelerare i tempi.

È proprio nel riposo, inteso non solo come dormire ma anche come ristoro psicologico, che hai la possibilità di connetterti con te stessa, di ascoltarti più in profondità, di dipanare pensieri ed idee.

Etimologicamente il termine riposare significa stare in quiete e, quindi, fermarti e rinfrancarti dalla fatica, qualunque essa sia. Non è faticoso, infatti, solo lo sforzo fisico, come ad esempio trasportare un armadio da un piano ad un altro di un edificio, ma anche occuparsi di un figlio, andare tutte le mattine in ufficio, assistere una persona malata, tenere in ordine la casa.

Nessuna creatura vivente è costantemente in modalità “on”, ma noi ci sforziamo di funzionare al contrario. Se ci pensi è assolutamente controintuitivo, ma le pressioni che riceviamo dall’esterno sono tante ed intense, una sorta di voce fuori campo che ci ripete ininterrottamente “devi fare tutto e subito!”. L’idea distorta che passa è che riposare, decelerare dalle attività quotidiane, sia un lusso che si può concedere chi non ha nulla da fare o chi non è interessato a concretizzare obiettivi.

Certo, a differenza ad esempio di un animale, noi non abbiamo la possibilità di infilarci in una tana e passare tutto l’Inverno a dormire. Sarebbe bello, ma sappiamo che non è sostenibile, e nemmeno naturale, per noi esseri umani. Ci sono cose che vanno fatte e responsabilità che vanno onorate, ma questo non deve impedirti di concederti il permesso di riposare quando davvero ne senti l’esigenza, soprattutto ora che hai bisogno di delineare con accuratezza a cosa dedicare il tuo nuovo anno.

Qualunque sia la forma di riposo che ti è più congeniale (praticare un hobby, scrivere nel diario, leggere un libro, passeggiare all’aria aperta ecc.), conceditela a cadenza regolare e, imitando la quiete invernale del mondo naturale, lascia placare la fretta di portare a termine qualcosa di nuovo o di essere tu qualcuno di diverso.

Psicogiardinaggio Pratico
innaffia questo seme di consapevolezza

“La maggior parte di noi vive una vita moderna in cui una quotidianità costantemente impegnata e frenetica viene glorificata. Questa frenesia viene esaltata in ogni stagione, anche quando molti di noi vorrebbero solo un po’ di riposo invernale. […] Tuttavia, imparare a riposare e trovare il tempo per concedercelo può essere proprio la cosa da fare per concretizzare i nostri obiettivi di vita semplice”. Così scrive l’americana Kathie Lapcevic nel suo articolo How to get some winter rest (https://homespunseasonalliving.com).

Inizia con il chiederti:

  • Quali sono i veri bisogni dei diversi aspetti della mia vita?
  • Cosa è davvero prioritario per me coltivare nel nuovo anno?
  • Quale forma di riposo posso concedermi per agevolare le mie riflessioni?
  • Come posso evitare che le richieste del mondo esterno affrettino i miei tempi?
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