Pianificazione stagionale: organizzare le proprie attività in accordo al flusso delle stagioni

Pianificazione stagionale: organizzare le proprie attività in accordo al flusso delle stagioni

Pianificazione stagionale: organizzare le proprie attività in accordo al flusso delle stagioni

Il Ciclo Stagionale può diventare un modello di riferimento per organizzare i nostri impegni con maggiore rispetto del naturale alternarsi tra fare ed essere del nostro organismo.

Pianificazione stagionale

“È tardi, è tardi” grida guardando di continuo l’orologio il Coniglio Bianco in Alice nel Paese delle Meraviglie, la famosa opera dello scrittore britannico Lewis Carroll. È probabile che anche tu ti riconosca in questa immagine presi come siamo da mille impegni ed incombenze quotidiane che, spesso e volentieri, ci fanno girare come trottole per lasciarci poi, a fine giornata, completamente sfiniti ed esausti.

Il filosofo romano Seneca, nella sua opera Sulla brevità della vita, offre una riflessione sul tema del tempo incentrata sul valore che il tempo possiede e sulla necessità di metterlo a frutto nel miglior modo possibile. Il problema, ammonisce Seneca, non è tanto il fatto che la vita sia breve quanto, piuttosto, che se messo a confronto con quello che si spreca in occupazioni ed impegni superflui, il tempo vissuto veramente e con pienezza è molto poco.

Non ci aiuta a vivere bene il nostro tempo la moderna cultura occidentale che, a differenza delle culture fondate sulla connessione con il mondo naturale che concepiscono il tempo come un rigenerativo ciclo della vita dove la fine rappresenta semplicemente un nuovo inizio in un movimento a spirale, veicola l’idea che il tempo sia una linea piatta con un passato, un presente ed un futuro separati in modo distinto. Questo tempo quindi, completamente disconnesso dai cicli naturali, è diventato un tempo artificiale, una risorsa limitata per la quale dobbiamo competere e che dobbiamo accumulare.

“Gli studi della Cronobiologia rivelano che quando gli esseri biologici sono fuori sincrono con la natura, si verifica il disorientamento. È ovvio che gli istinti di base e la conoscenza intuitiva vengono facilmente confusi e stressati, rendendo più probabile accettare l’autorità esterna invece di fare affidamento sulla conoscenza interiore che deriva dall’essere in sintonia con il ritmo della natura”.
JULIE WILDER – imprenditrice americana
(dalla newsletter, https://spiralspectrum.com)

Quali sono, infatti, due tipiche espressioni sul tempo che siamo ormai tutti abituati a sentire? “Chi si ferma è perduto” e “Il tempo è denaro”.

L’espressione “chi si ferma è perduto” denota davvero una scarsa comprensione dei ritmi della psiche umana. Si rifà ad un concetto di tempo, infatti, che lascia poco spazio alla dimensione interiore mancando di comprendere che, periodicamente, per capire cosa per noi è davvero giusto fare, è necessario fermarsi per ascoltare quello che da dentro sussurra bisogni, verità, indicazioni.

L’espressione “il tempo è denaro”, invece, secondo Claudio Magris, accademico e scrittore italiano, rappresenta probabilmente il punto di inizio del logorio di parte del nostro modo di essere e del nostro stile di vita. Se il tempo viene concepito come una merce, qualcosa quindi da accumulare, questo inevitabilmente aumenta a dismisura impazienza e stress oltre che la percezione paradossale, come dicono gli studi scientifici sul tema, di avere meno tempo a disposizione.

Il tempo è denaro, dice un proverbio e bisogna darsi da fare perché fruttifichi al massimo! Insomma, se il tempo fugge, inseguiamolo senza tregua, per averne il più possibile a nostro vantaggio. Se ci incalza, affrontiamolo con foga, in modo da ricavarne tutte le soddisfazioni possibili prima di esserne sconfitti. Se ci svuota di energie, preveniamolo con astuzia, stipandolo di bene e di benessere senza perdere neppure un istante. Sono tanti i modi di riempire il tempo per illudersi di possederlo”.
CARLO MARIA MARTINI – cardinale e teologo italiano

Gli antichi Greci avevano due parole per indicare il Tempo:

  • Chronos, associato al Principio Maschile, riferito al tempo lineare e sequenziale
  • Kairos, associato al Principio Femminile, riferito al momento giusto o adatto

Ovviamente, entrambi sono necessari e l’arte nel diventare abili nella gestione del proprio tempo sta proprio nell’imparare a capire, di volta in volta, cosa per noi è ottimale: andare avanti, correre, fare (Chronos), oppure rallentare, fermarsi, essere (Kairos).

Nel mondo naturale vediamo di continuo l’alternarsi di Chronos, il momento dell’attività (il giorno, la luna crescente, l’estate), e Kairos, il momento del riposo (la notte, la luna calante, l’inverno). È importante capire che questa alternanza appartiene anche a noi e alla nostra vita e, nel farci guidare dal Ciclo Stagionale, non solo evitiamo di disperdere inutilmente le nostre energie psicofisiche, ma facciamo davvero nostre due fondamentali verità:

1 – Non esiste l’equilibrio perfetto nella vita di nessuno
2 – La capacità di produrre di ogni persona è fluttuante

 Il Ciclo Stagionale ci insegna che quando corriamo dietro al tempo, invece di viverlo bene grazie ad una consapevole pianificazione e presenza a noi stessi, finisce che a lungo andare ci sentiamo sopraffatti dall’interminabile elenco di compiti da portare a termine, frustrati per non riuscire a dedicarci al nostro benessere, confusi su come procedere con efficacia, disconnessi dai rapporti per noi importanti, pieni di sensi di colpa per le pause che ci concediamo.

“Sono sempre stata affascinata dal movimento lento della vita e, da quando mi sono trasferita in campagna cinque anni fa, sto iniziando a capire di più cosa significa. Camminando sto imparando così tanto dalla natura, più di quanto abbia mai fatto, notando che le stagioni cambiano intorno a me: nei campi, nelle siepi, nelle stradine intorno alla mia cittadina. Mi ha dato una nuova prospettiva sulla vita e mi ha fatto capire quanto sia importante per me gestire il mio business in un modo simile che supporta i miei ritmi naturali”.
EMMA COXON – giornalista ed assistente virtuale inglese
(dall’articolo How to live and work with the seasons, www.psychologies.co.uk)

Dobbiamo davvero rientrare nell’ordine di idee che i momenti di elevata produttività e creatività, quelli in cui proiettiamo all’esterno un sacco di energia, necessitano di essere intervallati da momenti di quiete e raccoglimento, quelli in cui ricaricarci e sintonizzarci meglio sul nostro sentire profondo.

Ma come applicare la simbologia stagionale alla pianificazione del nostro tempo? Nell’articolo Il ritmo stagionale delle ore del giorno ti avevo già offerto una visione relativa alle ventiquattro ore di una giornata. Ma oltre al singolo giorno, possiamo applicare questa simbologia anche ad un mese o un anno secondo lo schema seguente:

Pianificazione stagionale tabella

Proprio come un intero anno, infatti, puoi considerare che un giorno o un mese (o anche una settimana per la quale però, avendo sette giorni, devi trovare una suddivisione in quattro parti che funzioni per te) abbia quattro stagioni, quindi quattro distinti momenti che ti chiamano ad attività differenti:

1 – Riposare, riflettere e pianificare i nuovi progetti che vuoi concretizzare (Inverno)
2 – Dare inizio ai progetti scelti, farli crescere e infondere loro la tua energia (Primavera)
3 – Portare avanti i progetti intrapresi, sostenerli e perfezionarli dove serve (Estate)
4 – Portare a termine i progetti, celebrare i risultati e valutare quanto fatto (Autunno)

Tutti questi quattro momenti sono ugualmente importanti e, ignorarne qualcuno, significa sentirsi “stonati”, fuori sincrono, come se qualcosa dentro e fuori di sé non fosse al suo posto. Pianificare il tuo tempo ispirandoti alle stagioni invece, ossia usare come mappa di orientamento la simbologia stagionale associando ad ogni fase del ciclo un compito diverso, ti aiuta a capire cosa per te è davvero importante in un dato momento e a restare focalizzato su una sola cosa consapevole che, quello che momentaneamente non consideri, avrà il suo momento stagionale per maturare.

Ma cosa significa, in concreto, adattare la pianificazione alle Stagioni? Prima di fare un esempio pratico, due precisazioni:

1 – Io qui sto facendo un ragionamento puramente simbolico che, quindi, va al di là della reale stagione che c’è fuori dalla porta. Possiamo viaggiare insieme alle vere stagioni, infatti, se consideriamo un anno, ma non se applichiamo la loro simbologia ad un giorno, ad una settimana o ad un mese.

2 – Sicuramente la pianificazione stagionale, per ciò che riguarda la dimensione professionale, si adatta maggiormente a chi lavora in proprio. Chi lavora come dipendente, come è facile intuire, per forza di cose deve sottostare alle regole e agli orari imposti dal proprio datore di lavoro. In questo senso, quindi, ha meno flessibilità nella pianificazione del proprio tempo.

Attività del “tempo invernale”

Come un contadino che in Inverno immagazzina l’eccesso del suo raccolto, fa manutenzione degli attrezzi e riposa, noi siamo chiamati a:

  • Conservare la nostra energia psicofisica
  • Concederci un profondo e quieto riposo
  • Rinnovare la nostra dimensione interiore
  • Riflettere su quello che davvero vogliamo
  • Progettare il prossimo ciclo di coltivazione personale

La prima parte dell’Inverno dovrebbe essere dedicata a riposare, rinnovare, riflettere. Solo alla fine, tirate le fila delle nostre riflessioni e capito verso cosa intendiamo davvero focalizzarci, possiamo definire un chiaro piano d’azione (se consideriamo un singolo giorno, naturalmente, la sua fase invernale, ossia la notte, sarebbe quella in cui dormire, ma ti ribadisco che qui stiamo facendo un ragionamento simbolico).

Degli esempi potrebbero essere:

[pianificazione giornaliera] Nella mattinata primaverile del giorno mi focalizzerò su sistemare il garage oppure girare il video per il mio canale YouTube

[pianificazione mensile] Nella settimana primaverile del mese mi focalizzerò su organizzare la festa per mio figlio oppure scrivere i tre nuovi articoli per il mio blog

[pianificazione annuale] Nel trimestre primaverile dell’anno mi focalizzerò su ritinteggiare tutta la casa oppure preparare i materiali per il mio nuovo corso

Uno degli errori più grandi che commettiamo nel nostro inverno personale è non concederci il permesso di esplorare con calma tutte le diverse possibilità a nostra disposizione. In questo frangente, quindi, dobbiamo imparare ad accogliere serenamente l’assenza di risposte in modo da poterci ritagliare il tempo e lo spazio necessari per capire a cosa vogliamo veramente dare inizio nella nostra fase primaverile. Precipitarci in avanti senza una chiara direzione è il modo più sicuro per perdersi.

PAROLE CHIAVE DELLA FASE INVERNALE: riposare, focalizzare, conservare, rinnovare, apprezzare, sognare, meditare.

Attività del “tempo primaverile”

Come un contadino che in Primavera pulisce il terreno, lo concima e poi pianta i suoi semi migliori, noi siamo chiamati a:

  • Creare lo spazio per la crescita dei nostri progetti
  • Avviare il piano d’azione definito nella fase invernale
  • Focalizzare senza distrazioni la nostra energia sulla crescita dei nostri progetti

Se, ad esempio, ho deciso di dedicare la mattinata, ossia la mia primavera giornaliera, a girare il video per il mio canale YouTube, creare lo spazio significa che devo preparare tutto quello che mi serve allo scopo (telecamera, giusta luce nella stanza, abbigliamento opportuno, testo di quello che voglio dire ecc.) e annullare ogni fonte di distrazione (telefonate, notifiche social ecc.).

Poi, una volta che tutto è pronto, devo entrare in azione iniziando a fare quello che ho stabilito. Quindi, per restare nell’esempio del video, inizio a fare le riprese video sia della parte parlata che delle parti visive accessorie. Attenzione perché l’esuberanza primaverile ci porta, senza magari nemmeno rendercene conto, a mettere troppa carne al fuoco disperdendo inutilmente la nostra energia. Scelta la tua priorità, quindi, restale fedele almeno che tu non ti renda conto effettivamente che non è quella giusta per te in quel momento.

PAROLE CHIAVE DELLA FASE PRIMAVERILE: emergere, iniziare, seminare, fertilizzare, decidere, crescere, creare, fluire.

Attività del “tempo estivo”

Come un contadino che in Estate ispeziona quotidianamente il suo campo, lo innaffia e lo diserba fiducioso del ricco raccolto che lo aspetta, noi siamo chiamati a:

  • Restare focalizzati sui progetti a cui stiamo lavorando rifinendo i dettagli
  • Mettere ordine nelle “crescite indesiderate” risolvendo eventuali difficoltà
  • Aprirci alla positiva contaminazione di idee, conoscenze, relazioni, opportunità
  • Concederci una pausa ristoratrice senza ansie da prestazione

Non è detto che la priorità a cui stiamo lavorando trovi compimento entro la fase primaverile e, pertanto, durante la fase estiva è necessario continuare a lavorarci con perseveranza aggiustando il tiro dove serve. Nell’esempio del video, questo è il momento in cui, girati durante la mattina tutti gli spezzoni di video che mi servono, nel pomeriggio li monto assieme facendo le opportune modifiche (taglio ad esempio i minuti venuti male o inutili) ed aggiunte (inserisco il sottofondo musicale e le animazioni).

In questa fase di rifinitura è importante mantenere un atteggiamento di apertura rispetto le idee dell’ultimo minuto e quello che ci arriva dal mondo circostante. Nel nostro esempio, dopo aver magari scoperto un bel video creato da un’altra persona, può venirmi l’idea di inserire nel mio video un’intervista ad un esperto per approfondire ulteriormente il tema affrontato.

Non va dimenticato, però, che l’Estate è, tipicamente, la stagione delle vacanze, quella in cui ci si concede una pausa dagli impegni lavorativi o scolastici e, in generale, dalle solite routine. Anche nella nostra pianificazione, dopo aver lavorato intensamente durante la nostra “primavera” (indipendentemente che sia giornaliera, mensile, annuale), senza naturalmente perdere di vista la nostra priorità, è importante staccare un attimo la spina. Nell’esempio del video, allora, invece di restare piantonata ad oltranza davanti al computer magari con irritazione perché ci sono dei problemi tecnici nel montaggio, posso fare una pausa per fare uno spuntino, giocare un po’ con il gatto o ascoltare un po’ di musica. In questo modo, riuscirò a portare a termine lo sprint finale con maggiore slancio.

PAROLE CHIAVE DELLA FASE ESTIVA: nutrire, innaffiare, proteggere, diserbare, aprirsi, fidarsi, rischiare, apprendere, valutare, coinvolgersi, avanzare.

Attività del “tempo autunnale”

Come un contadino che in Autunno viene ricompensato per il suo impegno con il raccolto del suo campo, noi siamo chiamati a:

  • Raccogliere con gratitudine i frutti del nostro lavoro
  • Celebrare quello a cui abbiamo dato forma
  • Condividere i risultati maturati e le lezioni apprese
  • Valutare quanto fatto per capire cosa tenere e cosa lasciar andare

L’Autunno è la stagione che porta l’inversione della rotta di marcia verso la fertile oscurità e che, quindi, ci invita ad iniziare ad esplorare la nostra dimensione “sotterranea”. Il focus, quindi, comincia a non essere più l’azione ma, piuttosto, la presa di coscienza di quanto fatto, la sua celebrazione, anche se non è esattamente come avremmo voluto, e la valutazione di cosa è andato bene e di cosa no.

Nel nostro esempio, arrivata nel mio autunno giornaliero, posso riguardare il video finale creato, darmi una bella pacca sulla spalla, condividerlo caricandolo nel mio canale YouTube e raccogliere come “frutti” nuovi iscrizioni al mio canale, condivisioni del video e feedback positivi sul suo contenuto.

PAROLE CHIAVE DELLA FASE AUTUNNALE: raccogliere, celebrare, rendere grazie, lasciar andare, fare bilanci, compostare, condividere, accettare, riflettere.

Non è sempre possibile svolgere le nostre attività in perfetto allineamento con le Stagioni della Natura, ma quello che voglio trasmetterti con questo articolo è che il loro ciclo lo puoi usare come struttura di riferimento per organizzare – su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale – le cose da fare in modo che si adattino bene alla tua personale energia psicofisica.

Non dimenticare mai, infatti, che la tua energia, proprio come quella della Terra, ha un movimento fluttuante che, quindi, comporta un continuo alternarsi di aumenti e diminuzioni (di creatività, di motivazione, di concentrazione, di capacità produttiva ecc.).

Applicando il modello stagionale non solo all’anno solare ma anche alle tappe temporali intermedie, puoi allineare i tuoi impegni in modo che rispecchino il flusso e riflusso del mondo naturale. Attraverso questo allineamento hai la possibilità di comprendere, di circostanza in circostanza, di compito in compito, quando salti una fase del ciclo e, di conseguenza, del perché a volte ti senti fuori sincrono e sradicato.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Le Stagioni riecheggiano dentro di noi e la metafora del Ciclo Stagionale, che descrive un ciclo completo di qualsiasi durata temporale (da qualche minuto, a qualche giorno, a qualche mese, a qualche anno), può aiutarti a fare la cosa giusta nel momento giusto, in armonia con te stesso, l’ambiente e le circostanze. Inizia col chiederti:

  • Com’è il mio rapporto con Chronos, il tempo del fare, e Kairos, il tempo dell’essere?
  • Come posso usare la pianificazione stagionale per riconnettermi ai miei ritmi naturali e dosare così, con saggezza, i momenti di produttività e quelli di nutrimento interiore?
  • Come posso sviluppare una visione stagionale dei singoli compiti/progetti che devo portare a termine?
Newsletter Il Circolo dei Glicini

VUOI UNA PANORAMICA SULLA SIMBOLOGIA STAGIONALE?
Scarica la guida Stagionalità introspettiva!

Iscrivendoti a Il Circolo dei Glicini, la mia Newsletter mensile, puoi accedere alla pagina segreta con tutte le mie risorse gratuite tra le quali c’è la guida in cui trovi una panoramica sulla simbologia delle Stagioni, i loro 12 periodi e le 8 feste della Ruota dell’Anno.