Sciamanesimo: una potente via di riconciliazione con se stessi e la Terra

Sciamanesimo: una potente via di riconciliazione con se stessi e la Terra

Sciamanesimo: una potente via di riconciliazione con se stessi e la Terra

Presente in tutte le tradizioni indigene, lo Sciamanesimo, il più antico metodo di conoscenza e di guarigione conosciuto dall’uomo, ha molto da insegnarci in merito al vivere più sostenibile sul piano sia personale che ambientale.

Sciamanesimo: una potente via di riconciliazione con se stessi e la Terra

Nel parlare di come le culture indigene abbiano molto da insegnarci sul rapporto con il mondo naturale, non si può certo trascurare lo Sciamanesimo (o Sciamanismo) che, contrariamente a quanto pensano molti, non è una forma di stregoneria, non è una religione né, tantomeno, una richiesta di adesione a qualche setta segreta ma rappresenta, invece, la via di accesso diretta al mondo spirituale e il più antico metodo di conoscenza e di guarigione mente-corpo conosciuto dal genere umano (gli archeologi, infatti, stimano che lo Sciamanesimo esista da almeno quarantamila anni).

Praticato fino ad oggi in modo continuativo da quasi tutti i popoli indigeni presenti sul pianeta, solo in Occidente le sue pratiche sono state sostanzialmente sradicate e accantonate. Tuttavia, il fatto che sia praticato ancora oggi in moltissime parti del mondo testimonia la sua forza e la sua utilità. Tracce di questa antica forma di conoscenza si trovano, infatti, in Asia, Europa, Africa, Australia, America e, quello che oggi sappiamo sullo Sciamanesimo, deriva proprio dalle ricerche etnografiche condotte sul cam­po tra le popolazioni tribali di questi territori.

“Come ci ricordano i grandi studiosi delle religioni lo sciamanismo, antico di almeno cinquantamila anni, è all’origine di ogni percorso spirituale e attraversa in modo omogeneo tutti i popoli e le culture fino ai tempi moderni. […] Lo sciamano, questo sconosciuto, merita dunque la massima considerazione e rispetto, ma soprattutto la nostra disponibilità a capirne l’eredità più preziosa ed esserne capaci e onorevoli collaboratori se non interpreti. Un’eredità costituita da conoscenze e strumenti operativi o, forse soprattutto, un particolare stato di coscienza, una grande capacità di rapportarsi con la diversità, di sacrificarsi, di amare gli altri e la natura”.
DAVIDE CARLO FERRARIS – psicologo italiano

Lo Sciamanesimo si fonda su una concezione sacra dell’Universo che vede lo Spirito Divino riflesso in ogni più piccola componente della Natura, dal sasso fino ad arrivare all’essere umano. In quest’ottica, quindi, ogni cosa è degna di rispetto, è viva, è sensibile ed è interconnessa grazie alla Rete della Vita. La separazione dalle altre forme viventi, compresi elementi come le stelle o il vento, viene pertanto considerata una pura illusione e si parte del presupposto che, con qualsiasi cosa sia presente sulla Terra, è possibile entrare in contatto e stabilire una pacifica cooperazione.

Proprio perché propone una spiritualità in cui l’individuo viene considerato munito di un collegamento diretto e personale con la propria dimensione spirituale, senza il bisogno di intermediari umani (un prete, un rabbino o un guru che dica cosa fare), lo Sciamanesimo è stato osteggiato e screditato da molte religioni. Ma è proprio questo l’elemento distintivo rispetto alle altre pratiche spirituali: ogni essere umano è il mediatore di se stesso e può instaurare con il proprio Spirito un rapporto unico e privilegiato. L’esperienza “celeste” è quindi sempre accessibile, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Da questo punto di vista, dunque, l’apprendimento esperienziale risulta assolutamente insostituibile e nessuno, nemmeno lo sciamano, può interpretare quanto vissuto dall’individuo durante il contatto con le “realtà invisibili”.

“L’invito delle tradizioni sciamaniche di tutto il mondo è quello di riconoscere nel corpo il tempio dello spirito che alberga dentro di noi, relativizzando il protagonismo di una mente che crede di essere l’unica funzione psichica veramente valida e degna di fede, ed è quello di riconoscere i profondi legami che ci rendono parte del mondo in cui viviamo, per vederci in relazione con gli altri e con tutto il creato e non come esseri anonimi e insignificanti, staccati da qualsiasi contesto. Concetti che non possono non indurre ad accettare un dialogo e uno scambio di opinioni”.
MARCELLA DANON – ecopsicologa italiana

Lo sciamano, infatti, agisce come una sorta di facilitatore e di mediatore che aiuta l’individuo a mettersi in contatto con i propri spiriti guida e a formulare loro le domande adatte per ritrovare il proprio equilibrio. È quindi dalle proprie guide che arrivano le risposte e non dallo sciamano. Viene dunque fortemente enfatizzata l’autonomia e la responsabilità individuale.

Ma chi è esattamente lo sciamano (termine che ha assunto il significato di “colui che vede nel buio”, “colui che conosce” o “guaritore spirituale”)? È un individuo, uomo o donna, capace di calarsi volontariamente in uno stato alterato di coscienza per viaggiare nei Regni Invisibili (si parla propriamente di viaggio sciamanico) che, nelle tradizioni sciamaniche di tutto il mondo, vengono identificati in questi tre livelli:

Il Mondo di Sopra. È un mondo etereo che esiste dall’altro lato del Cielo e a cui si accede passando per un varco nelle nubi o nella volta celeste. Qui vivono degli spiriti “leggeri” che, di solito, assumono sembianze umane (maestri illuminati, antenati, divinità, figure religiose ecc.). Questo è il mondo da cui proviene l’Anima quando si incarna nel corpo e, in genere, qui si viaggia quando si devono fare scelte importanti, si ha bisogno di un consiglio o si sta attraversando un momento cruciale della propria vita.

Il Mondo di Mezzo. È il mondo della coscienza ordinaria. A differenza degli altri due Mondi, che esistono solo nella realtà non ordinaria, il Mondo di Mezzo ha una doppia natura: sia fisica che spirituale. Lo sciamano, naturalmente, può compiere un viaggio anche in questo mondo, ad esempio per comunicare con uno spirito elementale o di un luogo, e ricevere aiuto. Essendo però questo il mondo dell’esistenza umana, qui si trovano anche conflitti, sofferenza e mancanza di saggezza perché, a livello spirituale, è una realtà che preserva il riflesso delle emozioni e delle azioni umane. Proprio per questo motivo, quindi, lo sciamano preferisce generalmente uscire dal Mondo di Mezzo e andare fuori dal tempo in cui può interagire con entità spirituali che, avendo ormai trasceso la condizione terrena, possiedono saggezza, compassione e potere.

Il Mondo di Sotto. È un mondo immateriale percepito esistere sotto la superficie della Terra a cui si arriva scendendo attraverso un tunnel. Qui vivono degli spiriti “selvaggi”, quelli con una forte matrice terrestre che detengono la conoscenza pratica ed intuitiva, quella legata alla sopravvivenza e alla guarigione. Questi spiriti, che tipicamente assumono le sembianze di animali, racchiudono tutto l’antico potere originario delle cose e loro compito è proteggere e vegliare sulla nostra salute, sia fisica che psicologica. I viaggi che si compiono in questo Mondo sono mirati alla ricerca di conoscenza, indicazioni e guarigione.

Grazie a questa sua capacità di viaggiare tra i tre Mondi, lo sciamano ha la possibilità di interagire con gli spiriti aiutanti, che come abbiamo visto possono avere sembianze di animali o umane, per ottenere le conoscenze necessarie per ripristinare la guarigione nella persona che ha richiesto la sua consulenza o, in altri casi, per divinizzare informazioni per la propria comunità.

 “Nella grande maggioranza delle culture native l’universo è considerato come formato da due dimensioni distinte: il mondo delle cose visibi­li e il mondo delle cose invisibili, senza nessuna divisione tra i due mondi. Per lo sciamano questi due mondi sono uniti come le due metà di un intero. Lo sciamano, uomo o donna, è il visionario ispirato che impara, attraverso la pratica, a entra­re nel “mondo delle cose nascoste”, dove incontra tipicamente delle figure extramondane, o forze archetipiche, che le popola­zioni native chiamano spiriti, antenati o anche divinità. Tutti i veri sciamani (e per analogia tutti gli autentici visio­nari moderni) scoprono, spesso per caso, di possedere la capacità di entrare facilmente in stati di trance che li mettono in contatto con questo mondo nascosto. In questo senso la trance non è uno stato di incoscienza, quanto piuttosto uno stato di coscienza espansa in cui l’individuo dissocia intenzionalmen­te la consapevolezza dal mondo di tutti i giorni per entrare in una realtà alternativa o parallela che i popoli nativi chiamano il “mondo degli spiriti”. Con la pratica gli sciamani approfondiscono il rapporto con questi spiriti, fatto che consente loro di fare varie cose, a bene­ficio di se stessi e degli altri”.
SANDRA INGERMAN psicologa statunitense

(dal libro I segreti degli sciamani, Ed. Macro)

Spesso, nel sentire parlare di “stati alterati di coscienza”, le persone tendono ad allarmarsi associando a questa condizione l’abuso di sostanze o la completa perdita del controllo. Ma, in realtà, tutti noi viviamo quotidianamente degli stati alterati di coscienza come quando, ad esempio, sogniamo ad occhi aperti o ci addormentiamo.

Naturalmente, come per qualsiasi altra capacità, anche se praticamente a chiunque può essere insegnata la metodologia sciamanica di base per aiutare se stesso o un conoscente, sono veramente poche le persone che possono diventare dei veri maestri sciamani.

Si diventa sciamani, infatti, a seguito di una profonda iniziazione e di un lungo apprendistato, e non certo per aver letto due libri sull’argomento. La grande forza dello sciamano, sicuramente non facile da acquisire, si trova nella capacità di riuscire a stare contemporaneamente in entrambi i mondi, sia quello ordinario che quello “extra-ordinario”. Lo sciamano che, caduto in uno stato alterato di coscienza, diventa incapace di operare anche nel mondo ordinario, viene infatti considerato pazzo, incompetente o ancora troppo inesperto. Il vero sciamano, quindi, mentre riceve informazioni per poter attuare il proprio compito di guarigione attraverso esperienze non ordinarie, continua ad essere presente a se stesso e perfettamente in grado di funzionare anche in questo piano di realtà.

“La vita di città è una situazione di costante emergenza. Si suppone che ogni cosa debba essere fatta ieri e tutti vanno di fretta. Viviamo sotto un’incredibile pressione. Se non altro, le pratiche sciamaniche ci aiutano a rallentare, a prestare attenzione. Ci permettono di schermare il bombardamento degli stimoli in modo da poter sentire le nostre voci interiori. Lo sciamanesimo ci aiuta a guidare le nostre vite sulla base di quello che dice lo spirito piuttosto che su quello che ci dicono fonti esterne come radio, televisione, riviste e libri. In quanto tale, funziona come un efficace antidoto ad una società che è dipendente dalle soluzioni esterne”.
LESLIE GRAY – ecopsicologa statunitense

Dal punto di vista dello Sciamanesimo l’origine di qualsiasi squilibrio, sia fisico che psicologico, va ricercata in una disarmonia sul piano spirituale. La guarigione sciamanica, quindi, mira a restituire all’individuo il proprio potere e a ristabilire armonia là dove c’è separazione e squilibrio. Essa non è mai diretta alla persona considerata come entità separata, ma come soggetto concepito nella sua interrelazione con il mondo. La guarigione sciamanica, nello specifico, ha due principali finalità:

  • Reintegrare nella persona qualcosa che le manca o che ha perduto (il proprio potere personale o frammenti della propria Anima).
  • Estrarre dalla persona qualcosa che non fa parte del suo organismo (presenze o energie).

Naturalmente, occupandosi dell’aspetto spirituale della malattia, la guarigione sciamanica non contrasta con altre forme di terapia medica o psicologica. Tuttavia, essendo un metodo di guarigione olistico che mira a curare mente e corpo in modo unitario, ha il grande pregio di riportare armonia a tutti i livelli.

Dopo quanto fin qui descritto, credo che sia abbastanza intuitivo capire che l’approccio alla salute mentale dello Sciamanesimo è estremamente differente da quello a cui siamo abituati noi occidentali. Il nostro modello di guarigione, infatti, non contempla quasi mai il rapporto tra l’essere umano, la dimensione spirituale e il mondo naturale (anche se, soprattutto in merito alla dimensione spirituale, anche in Occidente ci sono molti approcci degni di nota in tal senso come, ad esempio, la Psicologia Transpersonale, la Psicosintesi e la stessa Ecopsicologia). Il nostro modello di salute è fondamentalmente un modello di malattia che, non a caso, si fonda sull’essere “anti” qualcosa: antibatterico, antinfiammatorio, antidolorifico, antidepressivo, antipsicotico ecc.

“Cent’anni di psicoanalisi e il mondo va sempre peggio, scriveva James Hillman. Sembra che il nostro quotidiano sia sempre più affannato e incerto nonostante il proliferare di conoscenze e tecniche psicologiche. Le nuove scoperte scientifiche e il progresso tecnologico non hanno reso l’uomo né più sapiente né più felice. La felicità, riportava Victor Frankl, il padre della logoterapia, è una farfalla che si posa sulla tua spalla quando hai smesso di rincorrerla. Il compito di un “vero” percorso evolutivo della coscienza e di ricerca della felicità, non può essere solo incentrato sullo stare meglio, in quanto il suo fondamentale compito si riassume nella ricerca interminabile sia a livello psicologico che spirituale della verità, di una “nuova visione delle cose” e di un ritrovato modo di amare. La paura della nostra finitezza ci ha reso arroganti. Ma la via spirituale ci indica una strada per evitare i pericoli dell’idolatria e della disperazione, della vertigine del nulla e di un destino senza luce e senza speranza”.
FRANCO NANETTI psicologo italiano

(dal libro Psicologia e Spiritualità, Ed. MyLife)

 “Quanto sarebbe diversa la nostra situazione – si chiede l’ecopsicologa e consulente sciamanica statunitense (di origini native) Leslie Gray – se avessimo avuto un modello ecoterapeutico di salute mentale che considera gli esseri umani come parte della Natura?”. Quello che infatti viene enfatizzato nel sistema di cura delle culture indigene, è il ripristino dell’equilibrio perduto, ovvero un riallineamento del corpo, della mente e dello spirito con l’ambiente naturale. Ovviamente tra gli indigeni c’è la consapevolezza che questo è un processo che, in quanto tale, si ripete di continuo: prima l’equilibrio lo perdo, poi lo ritrovo, poi dopo un po’ lo riperdo, e poi lo ritrovo ancora. Non si può pensare, quindi, di essere equilibrati e in armonia sempre, perché tutto, proprio come in Natura, è ciclico e in perenne trasformazione.

Quello che ci insegna questo antico approccio alla guarigione è che se vogliamo davvero sanare la profonda frattura che si è creata tra noi e la Natura, è necessario abbandonare ogni rigidità mentale e attingere, con apertura e curiosità, al meglio delle antiche tradizioni così come al meglio della creatività contemporanea. Se davvero vogliamo, sostiene ancora Leslie Gray, “siamo perfettamente in grado di fondere vecchio e nuovo per creare l’integrità psicologica e spirituale che ci aiuterà a riscoprire il nostro posto nella Rete della Vita”.

“Le diverse tradizioni sciamaniche, variegate quanto lo sono i popoli della terra, sono ancora oggi ben vive e presenti in tutto il mondo, nelle sopravvissute culture indie, ma anche nelle culture indigene rurali e nelle moderne metropoli. Per quanto sia seriamente minacciata l’esistenza della loro espressione pura e di coloro che ne sono interpreti, lo sciamanismo interessa ancora centinaia di milioni di persone e si espande rapidamente attraverso innumerevoli sincretismi. L’antropologia, l’etnopsichiatria e la psicoterapia transpersonale hanno già capito l’importanza e la necessità di conoscere e interagire con questa realtà, ma è chiaro che questa responsabilità riguarda molti altri contesti disciplinari, in ambito medico, filosofico, sociologico, politico, artistico, ecc.”.
DAVIDE CARLO FERRARIS – psicologo italiano

Il problema è che, tradizionalmente, psicologi e psichiatri occidentali hanno mal percepito lo Sciamanesimo classificandolo come cialtroneria, ennesima moda new age o, addirittura, come forma di follia. Se mettiamo a confronto il linguaggio sciamanico con quello psicologico, però, è facile notare che la distanza tra Sciamenesimo e Psicologia è molto più ridotta di quello che si pensa:

LINGUAGGIO SCIAMANICOLINGUAGGIO PSICOLOGICO

Mondo di Sopra
Mondo di Mezzo
Mondo di Sotto
(tripartizione del mondo)

Superconscio
Conscio
Inconscio
(tripartizione della psiche)

Perdita dell’AnimaFrammentazione del Sé
Recupero dell’AnimaIntegrazione del Sé

Spiriti
(lo spirito bambino, lo spirito guerriero ecc.)

Subpersonalità
(il bambino interiore, il guerriero interiore ecc.)

Per molti altri, invece, si è sempre trattato di un fenomeno magico-religioso legato ai popoli primitivi e tribali, una pratica terapeutica che se pur ricca di fascino, risulta essere di scarsa rilevanza per noi popoli moderni. Ma, a chi ritiene che le pratiche sciamaniche siano ormai antiquate perché richiedono “ornamenti” che mal si conciliano con la vita cittadina, va ricordato che lo Spirito non fa alcuna distinzione tra un ufficio e un tipì, tra una preghiera offerta con il tabacco ed una semplicemente parlata, tra uno sciamano vestito di pelle di cervo e uno in jeans e maglietta. Quello che conta è il collegamento autentico con la propria dimensione spirituale, l’unica in grado, ieri come oggi, di favorire la vera guarigione.

“Lo sciamano urbano non ha più la necessità di presentarsi come uno stregone, con l’osso al naso e le piume tra i capelli. È essenzialmente un guaritore, che lavora con il corpo e con la mente, per favorire il miglioramento della qualità della propria vita, per aiutare gli altri e per proteggere la Natura. È un amante della pace e dell’armonia. Viene istruito per sviluppare la sensitività ed acquisire la capacità di manifestare eventi dirigendo l’energia attraverso l’immaginazione. Viene incentivata la sua autostima e la sua autorità interiore, gli vengono insegnate tecniche per sciogliere blocchi fisici e mentali, viene incoraggiato a sviluppare doti quali la pazienza e la flessibilità. Lo sciamano urbano partecipa alla vita sociale inserendosi nei campi del lavoro e della famiglia, concorrendo a creare la realtà coi poteri che ha sviluppato”.
PAOLA DIANETTI formatrice italiana

Esempi di pratiche sciamaniche attuabili anche oggi sono, ad esempio, stabilire un’alleanza con uno Spirito Elementale, entrare in comunicazione con un soggetto naturale, identificare il proprio Animale Guida o, dopo aver imparato la tecnica, effettuare un Viaggio Sciamanico.

Ma perché, forse ti starai chiedendo, parlare di Sciamanesimo? Perché, in riferimento al rapporto con la Natura e alla crisi ecologica che stiamo vivendo, lo Sciamanesimo ci veicola dei principi fondamentali con cui l’Ecopsicologia risuona tantissimo (ed ecco perché si interessa di questa forma di conoscenza):

1 – Non possiamo pensare di mantenere una buona salute psicofisica senza relazioni sane con il nostro ambiente. Siamo un tutt’uno e quindi, dato che il benessere umano e quello ambientale sono legati a doppio filo, non possiamo sperare di ripristinare la nostra salute senza contemplare il tipo di rapporto instaurato con la Natura di cui siamo parte.

2 – La salvaguardia ambientale è un aspetto cruciale della vita umana e, proprio per questo, insegnandoci a comunicare con la Natura e a ritrovare con essa una connessione sacra, lo Sciamanesimo può a pieno diritto essere considerato una pratica che può migliorare e sviluppare il nostro livello di consapevolezza ecologica e aiutarci ad orientare le nostre azioni verso una migliore tutela dell’ambiente.

“Il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente nelle società tribali non derivano soltanto dall’impatto limitato che queste esercitano su di esso, ma anche dalla consapevolezza dei legami profondi e dai rapporti di collaborazione che hanno saputo stabilire con gli spiriti dei luoghi. Lo sciamanismo è un’ecologia spirituale perché vede la Terra come un’entità viva e cosciente, in cui tutto è interrelato e armonicamente connesso. Da un punto di vista sciamanico, la distruzione dell’ambiente non avviene solo sul piano materiale, ma ferisce la natura anche nei suoi aspetti spirituali: un ambiente degradato o inquinato è anche un ambiente che ha perso il proprio “spirito”, la forza spirituale che lo anima e lo vivifica”.
LORENZA MENEGONI – antropologa italiana

3 – Per riarmonizzarci alla Natura è indispensabile l’esperienza diretta. La possibilità di comunicare con un albero, ad esempio, non può essere soltanto un concetto che condivido sul piano mentale, ma deve trasformarsi in un’esperienza vissuta che mi permette di provare in prima persona cosa significa entrare in comunicazione con un albero.

Ovviamente, lo Sciamanesimo è un mondo al quale ci si deve avvicinare con rispetto, senza abusare, e soprattutto storpiare, la saggezza di antichi riti e cerimonie. È chiaro, infatti, che per quanto belle ed affascinanti possano apparire dall’esterno, ci sono alcune pratiche sciamaniche che nella nostra attuale società non possono essere realizzate alla lettera. Dobbiamo, pertanto, trovare una nuova formula di adattamento che, senza alterarne il senso, permetta di riproporre antichi strumenti di guarigione in una modalità più consona ai moderni cittadini. Un esempio in questo senso viene dallo Sciamanesimo Transculturale sviluppato dall’antropologo statunitense Michael Harner che, fondendo insieme gli elementi comuni delle diverse tradizioni sciamaniche, ha dato vita ad un adattamento moderno delle pratiche sciamaniche tradizionali.

Non dimentichiamoci, che gli sciamani stessi sono sempre stati molto concreti e realisti e, nel momento in cui le circostanze sono cambiate, anch’essi sono cambiati con grande flessibilità. La questione, quindi, non riguarda tanto il riproporre oggi antichi rituali tali e quali a come venivano attuati un tempo quanto, piuttosto, recuperare il senso e il significato profondi dietro quelle pratiche facendole diventare parte integrante della nostra quotidianità.

Va comunque detto che ormai anche tra gli occidentali si è risvegliato un grande interesse per la cultura sciamanica. Trovandoci in un momento storico in cui sempre di più si sente l’esigenza di trovare le radici perdute, nuove vie alla guarigione e un senso più profondo dell’esistenza, molte persone si rivolgono proprio all’antica conoscenza degli sciamani che tanta importanza attribuisce all’instaurarsi di un rapporto simbiotico con la Natura concepita come madre e maestra. È anche per questo motivo che da questa antica forma di sapere, l’Ecopsicologia ha potuto ricevere un utile sostegno per accompagnare le persone ad accostarsi al mondo naturale con occhi nuovi e più attenti.

Il problema che si presenta però, come sempre avviene quando l’attenzione della gente è catalizzata su un certo argomento, è che non tutto quello che viene proposto è davvero autentico, efficace ed affidabile. Già da qualche anno, lo avrai forse notato, fioccano da ogni dove nuovi esperti, nuove scuole, nuovi libri che promettono alle persone di insegnare l’arte di padroneggiare tutti gli aspetti dello Sciamanesimo. Tutti sciamani, insomma. La questione, tuttavia, è molto più articolata. Innanzitutto, per quanto si possa rimanere affascinati da queste “magiche” figure umane, ricordiamoci che la vita di uno sciamano non è affatto facile, anzi, spesso per ottenere le informazioni dal mondo “non-ordinario” deve sottoporsi a dure prove, sia nel corpo che nell’anima. Quindi stiamo molti attenti alla tendenza di etichettare un metodo come “sciamanico” o di autodefinirci con molta nonchalance “sciamano” o “esperto di sciamanesimo”.

 “Ci sono alcune persone – stranamente sembrano essere prevalentemente Anglo – che ritengono che ci siano modi ortodossi in cui lo sciamanesimo dovrebbe essere praticato. Essi hanno nominato loro stessi come vigilanti per assicurarsi che le cose vengono fatte “bene”. Inoltre, c’è il problema generale di un vero e proprio abuso, come in qualsiasi altro campo di attività. Ci sono sempre persone che vanno a condurre seminari al fine settimana, professano di essere esperti di qualcosa, permettono a se stessi di esseri messi sopra un piedistallo, e addebitano ingenti somme di denaro. Questo accade tutto il tempo. Considerate alcuni dei guru indiani dell’Oriente. Non so di nessun Nativo Americano o anche Anglosassone che utilizzi pratiche dei Nativi Americani, che abbia ancora fatto qualcosa su scala finanziaria di quello che abbiamo visto con alcuni di quei guru. Finché ci sono persone disposte a mettere gli altri sui piedistalli, ci saranno quelli che ci capitalizzeranno sopra”.
LESLIE GRAY – ecopsicologa statunitense

“Sentire qualcuno definirsi sciamano – dice Leslie Gray – è uno dei primi modi per essere sicuri che non lo sia”. Gli sciamani infatti, quelli veri, sono persone molto genuine, umili, che sanno stare con i piedi per terra, che non pubblicizzano mai le proprie capacità né, tantomeno, si mettono sopra un piedistallo.

Detto questo, credo che, al di là delle proprie personali credenze, avvicinarsi alla cultura sciamanica, con un’adeguata capacità critica, non possa fare che bene. Spesso ci si avvicina a questa cultura per liberarsi da una qualche forma di disagio o di sofferenza – anche perché lo Sciamanesimo non è mai stato una pratica abitudinaria da usare sempre, ma uno strumento per uscire da una crisi o risolvere un certo problema – tuttavia, ed è questa la sua grande utilità rispetto alle problematiche ambientali, nel momento in cui si comincia a stare meglio, questa pratica porta con sé un profondo rispetto per il pianeta e per tutto ciò che in esso si trova. Dopo aver individuato e comunicato con il proprio Animale Guida, ad esempio, risulta molto difficile tornare a considerare gli animali delle semplici bestie anonime. In questo senso, si può tranquillamente sostenere che lo Sciamanesimo risulta essere una straordinaria via di riconciliazione con la Terra.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Uno degli esercizi sciamanici più conosciuto anche in Occidente è l’individuazione del proprio Animale Guida. Tu sai già qual è il tuo? (il mio è la Pantera Nera). Ci sono molti libri, siti web e video che ti propongono esercizi per incontrare il tuo Animale. Ti basta fare una piccola ricerca su internet per trovare molti esempi. In generale, comunque, le linee guida da seguire sono più o meno queste:

  • Mettiti in una posizione comoda e rilassati focalizzandoti, ad esempio, sul tuo respiro.
  • Immagina di entrare dentro una cavità come, ad esempio, una caverna o un varco in un albero.
  • Immagina che, uscito dalla cavità nel lato opposto, ti trovi in un ambiente naturale: un prato, una foresta o qualsiasi altro ambiente a te gradito.
  • Sperimenta un attimo la pace e la bellezza del paesaggio e, poi, immagina di sentire dei fruscii, dei rumori di passi, come se fosse arrivata una presenza.
  • Adesso immagina che da dietro un cespuglio, un masso, un albero, compaia un animale.
  • Lascia che l’animale ti parli e ti mostri quello di cui vuole renderti consapevole.
  • Quando l’animale ha completato di trasmetterti il suo messaggio, ringrazialo per essersi mostrato e chiedigli che, nelle prossime due settimane, ti venga data una conferma tangibile che è davvero lui il tuo Animale Guida (questa cosa può avvenire in molti modi: vedi una pubblicità dove c’è quell’animale, ti compare in sogno, leggi un articolo su di lui, vedi davvero quell’animale dove vivi ammesso che faccia parte della fauna del luogo, trovi una statuetta che lo raffigura ecc.).
  • A questo punto ritorna alla tua cavità e riattraversala per uscire dall’ambiente in cui sei entrato.
  • Infine studia il tuo Animale Guida – le sue caratteristiche, le sue qualità, i suoi comportamenti, il suo habitat ideale – e rifletti su come si applicano a te e alle circostanze della tua esistenza.

Di solito si trovano usati come sinonimi le espressioni Animale Guida, Animale di Potere, Animale Totem. In realtà, però, da quello che ho capito (anche se le informazioni sono un po’ contrastanti), non indicano la stessa cosa. E infatti:

L’Animale Guida è un’entità “ultraterrena” (diciamo pure archetipo) che rappresenta la sintesi del potere e delle caratteristiche di tutti i membri di una determinata specie. L’Animale Guida non è, pertanto, una volpe o un’orso, ma la Volpe o l’Orso. È un’entità strettamente personale che ci accompagna per tutta la vita o solo per un periodo, a seconda della lezione che dobbiamo imparare e del tempo che impieghiamo ad assimilare i suoi insegnamenti. Nella tradizione dei Nativi Americani si ritiene che ogni persona abbia nove Animali Guida: uno per il potere di ogni direzione (Nord, Est, Sud, Ovest), uno per la direzione della Terra, uno per la direzione del Cielo, uno per il Centro e due che ci accompagnano per tutta la vita, uno cammina alla nostra destra ed uno alla nostra sinistra (diciamo che, in generale, la presenza lungo la nostra esistenza di uno o più Animali Guida dipende dal tipo di lezioni che dobbiamo imparare e dalle prove che dobbiamo affrontare). Anche se più persone possono condividere lo stesso Animale Guida, non sarà mai davvero identico perché noi siamo diversi gli uni dagli altri e perché, da individuo ad individuo, cambia il suo modo di manifestarsi e di interagire. Il contatto con il nostro Animale Guida è un rapporto di reciprocità in cui lui ci insegna i comportamenti o le caratteristiche in cui siamo carenti e ci fa da guida con la sua saggezza affinché maturiamo le nostre consapevolezze, e noi gli forniamo energia considerandolo e prestandogli attenzione. Più interagiamo con l’Animale Guida, quindi, più stabile e forte diventerà la relazione. Tieni presente, però, che non sei tu a scegliere l’Animale Guida ma è lui che sceglie di guidarti.

L’Animale di Potere è sempre una guida che, però, invochiamo noi nei momenti in cui ci sentiamo deboli, impotenti, bloccati, pieni di paure e, quindi, sentiamo l’esigenza di un supporto per affrontare una certa circostanza. L’Animale di Potere ti fornisce la forza di cui hai bisogno per andare avanti. Diciamo che, nella visione sciamanica, ti potenzia sul piano fisico e psicologico dandoti nel momento del bisogno la sua saggezza e i suoi attributi.

L’Animale Totem (il totem è un simbolo, in genere un’entità naturale o soprannaturale a cui una persona, o un gruppo, attribuisce particolari poteri e significati) non è una guida ma, piuttosto, un alleato, un protettore, un compagno di viaggio che ci aiuta a capire la vera natura a cui apparteniamo, a rimetterci in contatto con essa e ad imparare a conoscerci ad un livello più profondo. Rappresenta, fondamentalmente, un riflesso di noi stessi. Studiandolo, quindi, abbiamo la possibilità di capire meglio le nostre qualità, le nostre caratteristiche, i nostri comportamenti, le nostre inclinazioni. I poteri che gli vengono attribuiti sono, pertanto, di ispirazione per il nostro modo di comportarci, per i valori a cui diamo importanza e per i nostri obbiettivi di crescita. Naturalmente sta a noi percepire la presenza dell’Animale Totem che ci rimane accanto ovunque andiamo e in qualsiasi momento della nostra vita. Talvolta è proprio lui che, per aiutarci, fa appello a degli Animali Guida affinché risveglino in noi delle capacità o ci insegnino abilità che abbiamo bisogno di acquisire in una determinata circostanza. Nella tradizione dei Nativi Americani l’Animale Totem è quello a cui veniamo collegati in base alla posizione che abbiamo occupato alla nostra nascita nella Ruota di Medicina. Questo Animale rappresenta le nostre capacità e gli strumenti personali di cui disponiamo (va precisato, però, che nell’astrologia amerindiana ci sono diversi animali totem, non solo quello di nascita, e ci sono anche i totem vegetali e minerali).

NOTA BIGLIOGRAFICA

  • Un libro per il web. Lezioni di Sciamanesimo secondo la tradizione Hawaiana di Paola Dianetti (www.alberomaestro.org)
  • Il Viaggio Sciamanico di Davide Carlo Ferraris in La Visione Sottile n° 15/2007 (www.biotransenergetica.it)
  • Il viaggio sciamanico di Davide Carlo Ferraris (www.studioferrarsi.com)
  • Viaggio Sciamanico. Incontro con Nello Ceccon (http://robertapiliego.it)
  • Antiche visioni per nuove azioni di Marcella Danon (www.ecopsicologia.net)
  • Il Viaggio Sciamanico – Prima di partire: geografia dei Mondi e Animali Guida (www.thereef.it)
  • Metodologie del core shamanism. Sciamanismo transculturale di Lorenza Menegoni (www.ariannaeditrice.it)
  • Reading the Mind of Nature. Ecopsychology and Indigenous Wisdom di Leslie Gray (www.woodfish.org)
  • Shamanic Counseling and Ecopsychology. An Interview with Leslie Gray (www.woodfish.org)
  • Altered States. An interview on Shamanism with Leslie Gray di D. Patrick Miller (www.woodfish.org)
  • Dr. Leslie Gray, Bridge between Two Realities di Carolyn R. Shaffer (www.woodfish.org)
  • Shamanism and Ecophychology. Interview with Leslie Gray di Cathleen Hodgson and Jill Heine (www.woodfish.org)
  • Leslie Gray’s Path to Power di Mirka Knaster (www.woodfish.org)
  • Using Shamanism for Personal Empowerment. An Interview With Leslie Gray di Larry Peters (www.woodfish.org)
  • The Power of Shamanism to Heal Emotional and Physical Illness di Sandra Ingerman (www.sandraingerman.com)
  • About Shamanism di Ginny Anderson (www.eco-psychology.com)
Sciamanesimo: una potente via di riconciliazione con se stessi e la Terra ultima modifica: 2019-11-11T09:42:13+01:00 da pameladalisa